Ritorno a Cold War

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La solitudine come unica salvezza. La Guerra Fredda non era chiamata così soltanto perché composta da una serie di mosse nascoste, assestate con precisione come in una partita a scacchi mortale. Chi la ha combattuta, infatti, ha scacciato ogni traccia di umanità dentro di sé. Il mondo di George Smiley, decolorato e avvolto dal fumo, si colloca al centro di un’epoca in cui se non avevi un nome in codice o almeno una doppia identità, allora non contavi nulla. È proprio nella letteratura di John Le Carré che si svolge una delle partite a scacchi più emozionanti e intelligenti: quella dell’agente segreto Smiley contro Karla, il suo specchio sovietico, l’acerrimo nemico da cui non è poi così diverso. Entrambi hanno passato la vita a studiare le reciproche debolezze.

di Pierpaolo Festa

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