Dalla parte di Sue Ellen. Quella vera

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“Mamma mia, non sai come stavo ieri sera, facevo schifo pure a Sue Ellen”. Questa è una tipica battuta romana, che si usa quando si è alzato un po’ il gomito. Caratteristica che aveva la “vera” Sue Ellen, moglie del perfido J.R., protagonista indiscusso di Dallas.

Me la ricordo bene Sue Ellen, mia madre non si perdeva una puntata della saga petrolifera della famiglia texana. Era una donna fragile, confusa, innamorata di un uomo perfido che pensava solo al suo tornaconto, donnaiolo, insomma, J.R. Tutto questo l’aveva portata all’abuso di pillole e, soprattutto, di copiose quantità dei più svariati superalcolici. E anche per questa ragione, non di rado faceva delle cazzate epocali.

Sue Ellen e Sueellen

Ecco, almeno quella Sue Ellen beveva come una spugna, e francamente già solo per questo mi stava simpatica. Sueellen Belloni non ha nemmeno questa scusa. E anche se l’avesse, non mi starebbe simpatica lo stesso. Anzi, è una donna pericolosa, come il suo capo partito, che per ragioni che purtroppo non mi sono ignote è il nostro ministro dell’interno, anche se ancora nessuno se n’è accorto, perché lui stesso è convinto di essere… Vabbè, questa è un’altra storia. Non stiamo parlando di J.R., parliamo di Suellen. Leggo sul profilo che le ha dedicato l’AGI che è stata educata al collegio francescano, è di ottima e benestante famiglia e lo è lei stessa, e in questo non c’è niente di male. Essere ricchi non è un crimine. In fondo non lo è neanche essere cattivi. Come Sueellen. Non Sue Ellen. Perché la signora J.R. Ewing non era cattiva. Sueellen Belloni sì. Non credo ci sia una maniera migliore di spiegarlo. Forse l’hanno presa per il culo per tutta la vita perché, diciamocelo, le hanno proprio dato un bel nome del cazzo, ma anche se così fosse, prenditela con mamma e papà, fai come tutti i figli che hanno delle rimostranze. A diciassette anni li potevi ammazzare in combutta con il fidanzato, su cui poi avresti addossato tutta la colpa, e la storia finiva lì. Questo è essere cattivi come si deve. Prendersela con dei bambini che hanno visto cose che tu, Suellen, mia cara assessora alle politiche sociali e alla famiglia, non vedrai mai, significa essere malvagi. Perché se aumenti di tre euro il pasto della mensa scolastica, perché se vuoi mangiare mi devi dimostrare che sei povero anche nel tuo paese d’origine, sei una persona ignobile. Perché se aumenti di 120 euro, da 90 a 210, la quota mensile dello scuolabus, ti schifa pure Crudelia De Mon.

Perché poi lo capisco, è naturale che le famiglie di questi bambini abbiano deciso di venire a vivere in un paese dove vengono trattati come spazzatura, in quanto ovviamente miliardari eccentrici, proprietari di sconfinati ranch con le torri petrolifere che si perdono nell’orizzonte del ricchissimo Burkina Faso. E che stiano prendendo in giro l’onesta popolazione di Lodi, e te in particolare Sueellen, che con la tua farmacia immaginiamo tutti sia ogni mese un problema portare i lingotti alla Gringott, dove hai il caveau di fianco a quello di Harry Potter (Hermione per fortuna non ce l’ha perché è una sporca babbana).

Sue Ellen Ewing fece una scelta, voleva essere sbronza dalla mattina alla sera.

Suellen Belloni ha fatto una scelta, e adesso potete comprare una consonante.

Sarò sempre dalla parte dell’indiscussa levatura morale di Sue Ellen Ewing.

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Alessandro De Simone

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