Jurassic Netflix, una volta eravamo DVD

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Ho incontrato Ted Sarandos per la prima volta 14 anni fa a Cannes. Era il 2004 e in Italia nessuno aveva mai nemmeno sentito parlare di Netflix. A me capitò a un panel sul futuro della distribuzione, in cui i maggiori player del mercato dell’home video, che all’epoca sembrava essere una minaccia per il cinema in sala, si incontravano per porre le basi del futuro. Come in Highlander, ne restò solo uno. Ma è interessante oggi vedere come pensavano che le cose dovessero andare.

Cannes 2004: la prima volta di Netflix

È proprio vero che il cinema sta cambiando. Una volta il successo di un film si calcolava sugli incassi che faceva in territorio americano, poi i produttori hanno capito che il rientro world wide era altrettanto se non più importante, il che ha portato a produrre film sempre più spettacolari e costosi. Oggi la nuova frontiera è quella del DVD, un mercato che negli ultimi tre anni è a dir poco esploso, portando addirittura i responsabili del marketing delle grandi distribuzioni a coordinarsi con i loro omologhi dell’home video per pianificare insieme le strategie di uscita e di lancio.

Come ha spiegato Philippe Cardon, Direttore Generale di Warner Home Video per le aree Europa, Medio Oriente e Africa, nel corso dell’incontro che la rivista Variety ha organizzato nel suo spazio sulla Croisette durante l’ultimo festival di Cannes.

‘la tendenza che sta prendendo piede è quella di far uscire le pellicole quasi in contemporanea in tutto il mondo. In questo modo l’utente europeo non avrà più la possibilità di acquistare, in anticipo sull’uscita del film nel suo paese, il dvd americano. Inoltre, così possiamo pianificare una campagna di marketing coordinata e unica sia per il film che per l’home video in seguito. Un risparmio notevole in termini di soldi e di organizzazione del lavoro’.

Troy e Harry Potter e il prigioniero di Azkaban sono solo due esempi, quindi, di questa nuova politica, ma l’interazione tra il dvd e il film può essere ancora più forte, ce lo ha confermato Stephen Einhorn, presidente e amministratore delegato della New Line Home Entertainment, l’uomo tanto per intenderci che ha sviluppato i dvd de Il Signore degli Anelli.

‘Il progetto per i dvd della trilogia è iniziato insieme alla produzione della stessa. Tutto il materiale promozionale per il film, dai B-rolls ai backstage alla totalità delle E.P.K. è stato pensato in funzione sia della copertura per la stampa che come extra del dvd. In questo modo abbiamo girato tutto una volta sola, lavorando a un prodotto che andasse bene sia per esigenze professionali che per i fans della saga’.

Le svariate edizioni a due dischi, a quattro dischi, gift edition e chi più ne ha più ne metta rendono bene l’idea dell’amore che alla New Line hanno nei confronti del prodotto.

Ma l’avvento di questo nuovo supporto digitale ha anche cambiato le strategie di posizionamento finale nei confronti di alcune produzioni. Il Direct to Video sta diventando una cosa normale, come ha confermato Malik Ducard, vice presidente sviluppo del prodotto e acquisizioni di MGM Home Video.

I film prodotti direttamente per il mercato home video sono una nuova frontiera per la produzione cinematografica, dato che il support dvd prevede anche i poter rendere il film da una parte interattivo, pensarlo quindi in una maniera differente, dall’altra potremo puntare su dei prodotti sempre più mirati per un determinato tipo di pubblico’.

Il futuro del cinema è fatto anche di queste cose e quello che inizialmente era un mercato dove andavano solitamente a finire solo prodotti di seconda fascia (almeno negli USA, in Italia spesso la cassetta o il DVD sono stati il solo modo per poter vedere prodotti di alto livello mai usciti nelle nostre sale), adesso vede come protagonisti anche i grandi registi. Proprio a Cannes ha iniziato a circolare la notizia che “L’esorcista perduto”, ovvero “Exorcist: the Beginning”, la versione girata da Paul Schrader, sarà fatta uscire da Paramount in DVD in contemporanea con l’uscita del prequel ufficiale rigirato da Renny Harlin. Una cosa di cui Schrader si è detto molto contento.

DVD a casa? Netflix è la risposta

Netflix è stata la pioniera del noleggio sul web, un fenomeno che sta prendendo piede anche in Italia. Alla modica cifra di 21,99 dollari si possono ricevere a casa tutti i dischi che si desiderano ogni mese, con un massimo di tre per ordine, e una volta visti si rispediscono con l’apposita busta preaffrancata. Non ci sono limiti di tempo, perché ‘in una famiglia media coesistono diverse esigenze e disponibilità, quindi non sempre è possibile vedere un film tutti insieme. In questo modo veniamo incontro alle esigenze di tutti’. Non c’è neanche il pericolo di rimanere senza, dato che Netflix può contare su una library di oltre ventimila titoli. Nonostante gli enormi costi che la società sostiene in spese postali, circa due milioni di dollari l’anno, il fatturato è salito dai cinque milioni di dollari del 1999, anno in cui è nata, ai cinquanta del 2003. Ed è naturalmente quotata al Nasdaq. Anche i produttori e distributori di DVD guardano con interesse a ciò che Netflix ha costruito, perché i due milioni di utenti registrati e abbonati votano i film che noleggiano, creando quindi delle classifiche di gradimento con dei piacevoli corto circuiti cinematografici. Un esempio per tutti è quello de “La ragazza delle balene”, film australiano di nicchia il cui esito commerciale in noleggio via Netflix ha polverizzato quello nelle sale americane, spingendo anche l’acquisto del DVD. Ho chiesto a Ted Sarandos, Chief Content Office di Netflix, se non fosse più conveniente usare dei dvd usa e getta per la loro attività. Mi ha risposto che in questo modo si dovrebbero costringere tutti i componenti della famiglia a vedere il film entro le settantadue ore di utilizzo del disco, mentre la politica di Netflix è di  dare a tutta la famiglia la possibilità di fruirne nel momento più comodo per ogni singolo componente.

Aspetta un momento… DVD usa e getta?

Esatto, già da circa un anno è stata messa a punto questa nuova tecnologia per tutti coloro che non hanno voglia di avere una videoteca, né tantomeno di dover uscire per riportare il disco al videonoleggio: il disco si compra a un prezzo contenuto (tra i cinque e gli otto dollari), contiene solo il film e una volta tolto dalla confezione deve essere visionato entro tre giorni prima che si smagnetizzi.

Le grandi case non sono molto propense all’utilizzo di questo strano oggetto, dato che il dvd è anche e soprattutto alla base di un fiorente mercato per collezionisti e feticisti, per cui la confezione, la fascetta e la presenza dell’oggetto su uno scaffale di casa è fondamentale.

Eppure nonostante il clamoroso successo ottenuto in questi pochi anni, il DVD potrebbe sparire nel giro del prossimo decennio, non sostituito da altro supporto, ma dal video on demand, ovvero il download da internet, ogni giorno più agevole grazie alla vasta diffusione della fibra ottica e della banda larga.

Il futuro è già ieri, l’importante è restare al passo coi tempi e vedere cosa succederà.

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Alessandro De Simone

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