Overlord, Nazi Zombie Must Die

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Overlord, ovvero quando i generi si incontrano. Bellico e horror si intrecciano osservando con attenzione e intelligenza il presente, in questo film prodotto dall’inesauribile J.J. Abrams e diretto dall’australiano Julius Avery, al suo secondo film dopo il bel Son of a Gun.

Seconda guerra mondiale. Per aprire il corridoio dello sbarco in Normandia, un commando viene paracadutato in Francia per distruggere una stazione radar a pochi chilometri dalla costa. I soldati americani superstiti trovano rifugio nella casa di una giovane francese, nel paesino dove sorge la torre che devono far saltare in aria. Ma si accorgono subito che ci sono molte cose che non vanno nel verso giusto.

Overlord, una fusione ben riuscita

Avery ricostruisce perfettamente il climax classico del film bellico, personaggi compresi, dal cecchino cialtrone dal cuore d’oro, al caporale ruvido eroe americano che per combattere la Bestia è diventato come lei, crudele e senza scrupoli. E poi, come in ogni horror con zombie che si rispetti, c’è il soldato nero. Già, perché di morti viventi stiamo parlando, nazisti zombie, una trovata degna della miglior Troma, e senz’altro, oltre a George Romero, ben più di una dedica è stata fatta da Abrams e compagnia alla leggendaria factory di Llyod Kaufman.

Overlord, un classico moderno

Ovvero un film che fonde bene molti stilemi del cinema tradizionale con alcuni elementi portanti della narrazione moderna, sempre più mutuata, quando si tratta di generi, dalla scrittura videoludica. La struttura per livelli successivi è però abilmente camuffata, evitando così quella persistente sensazione di già visto che troppo spesso pervade il cinema moderno, action e horror in particolare. Merito dell’ottima regia di Avery, e anche di un cast che fa molto bene la sua parte. Wyatt Russell è un perfetto Caporale Ford, cognome non casuale, Pilou Asbaek un nazista con i fiocchi, non a caso è anche il crudele Euron Greyjoy di Game of Thrones. E tenete d’occhio la bella e brava Mathilde Ollivier, sarà la rivelazione del 2019, la vedremo salire il tappeto rosso di Cannes al 100%.

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Alessandro De Simone

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