Il Grinch: buon Natale a tutti

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Nella moderna, ma non per questo civile, società dei consumi, lo spirito natalizio si inizia a sentire a luglio, quando spuntano come per incanto i primi panettoni sugli scaffali dei supermercati. Per questa, e molte altre ragioni, Il Grinch è un personaggio quasi indispensabile per la sana formazione di un giovane virgulto che non si deve preoccupare di arrivare a fine giornata vivo, perché non vive in zona di guerra e può procurarsi nutrimento solo chiedendo a mamma e papà.

Il Grinch, un educatore dei nostri tempi

Creato dalla penna geniale di Dr. Seuss, insieme a Roald Dahl tra le poche letture imprescindibili per un bambino, Il Grinch è uno strano personaggio, verde eremita con il profilo tipico del bevitore di luppolo. Vive in una grotta in cima a una montagna, vicino al paese dei Chi, massimi esponenti mondiali della celebrazione natalizia. Una festa che Il Grinch odia, lui povero orfano che nessuno voleva. E quindi, giustamente, perché non far capire a questi ciarlieri festaioli cosa si prova a non essere felici? Come per tutte le favole degne di questo nome, il giusto insegnamento giungerà per entrambe le parti.

Il Grinch, da Jim a Benedict

Mancava da tempo sugli schermi natalizi, il caro vecchio Grinch. Diciotto anni son passati da quando a vestirne i panni fu Jim Carrey, in una delle sue tante mirabili interpretazioni, fisiche e vocali. Al corpo questa volta ci ha pensato Illumination, studio d’animazione che in pochi anni ha sfornato franchise di successo come Cattivissimo me, e ovviamente i Minions (Chiappe!) e Pets definendo uno stile che si pone perfettamente a metà strada tra la cura narrativa della Pixar e la leggerezza della Dreamworks. Una miscela vincente perfetta per Il Grinch, film natalizio a tutto tondo per grandi e piccini, impreziosito da una performance vocale magnifica di Benedict Cumberbatch, che Alessandro Gassman non fa affatto rimpiangere nella versione italiana.

Il mondo ha bisogno di un Grinch

Film a parte, le divertenti malefatte del Grinch nascono come un invito a riflettere su temi ben più importanti e attualissimi, come l’accoglienza e l’accettazione della diversità, culturale, etnica, fisica. Tutte cose che i bambini vivono come naturali. Temutissime invece, come il meteorite che non riuscì ad estinguerli, dai Salvini, popolazione barbara che ultimamente si riproduce con preoccupante velocità. Se ne conoscete, fate passare loro il Natale da soli. Potrebbero capire che vuol dire essere abbandonati.

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Alessandro De Simone

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