Quelli che…

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Quelli che… ci credono sempre che le cose possono cambiare. Eccoci qua, un altro numero di The Cinema Show e purtroppo un altro pezzo di cultura italiana che se ne va. Salutiamo Enzo Jannacci, grande cantautore e grande intellettuale, come lo erano Giorgio Gaber, Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla, artisti che hanno raccontato l’Italia con amore e lucidità.

E di persone così l’Italia ha bisogno oggi più che mai, anche per questo la perdita è ancora più dolorosa, perché c’è una persona in meno che ci separa dal nulla che si celebra oggi come rinnovamento, becero e falsamente democratico.

Enzo Jannacci l’avrei voluto Presidente della Repubblica, perché era uno di quelli che il dopoguerra, il boom, la crisi, gli anni piombo, la Milano da bere, quella sua città amata e cantata, le varie finte repubbliche e gli anni dello Psiconano, fino a queste macerie su cui ci sediamo in attesa che tutto finisca. Il Jannacci Enzo questi anni li ha attraversati con leggerezza, umiltà, ironia e tanto dolore nascosto, che tirava fuori nelle sue rare e meravigliose incursioni cinematografiche, per Monicelli nel crudele episodio de Le coppie in cui il povero Gavino veniva ingannato dal Boom sotto forma di frigorifero, e ancor di più ne L’udienza, uno dei tanti incompresi e dimenticati capolavori di Marco Ferreri, in cui idealmente apriva la strada al Nanni Moretti che quarant’anni dopo nelle stanze vaticane ci sarebbe entrato, anche solo cinematograficamente.

Incompreso lo è sempre stato anche il buon Enzo, da chi non aveva la pazienza di ascoltarlo, e un po’ anche dimenticato, da chi non sa nemmeno cosa sia la memoria, categoria quest’ultima di cui l’Italia è piena. Non l’aveva fatto Sergio Castellitto, che lo volle ne La bellezza del somaro attempato amante della giovane figlia, un ruolo perfetto, l’ultimo.

Arrivederci dottor Jannacci, non la dimenticheremo mai, e lei per fortuna ci ha aiutato in questo, cantandoci tante belle canzoni che hanno sempre detto qualcosa di noi. Qui a The Cinema Show le facciamo una promessa: finché saremo vivi, cercheremo di fare lo stesso, a modo nostro, e di non arrenderci a un mondo ignorante.

Questo mese lo facciamo parlando della gioia libertina di Almodovar, di un futuro catastrofico da cui poter ricostruire, soprattutto con il nostro desiderio di un domani migliore, che per noi significa prima di tutto soddisfare la naturale voglia dell’essere umano di conoscere. Lei, dottor Jannacci, da adepto del giuramento di Ippocrate e musicista, sa bene che vuol dire. Noi, che bravi come lei non siamo, nel nostro piccolo facciamo quel che possiamo, come la preistorica famiglia dei Croods guardiamo avanti e da questo mese ci siamo fatti promotori di una petizione per portare anche in Italia Netflix, la più importante piattaforma di Video On Demand del mondo. Per combattere la pirateria, ma soprattutto per dare una spinta decisiva al mercato cinematografico e televisivo di domani, che dalle nuove forme di sfruttamento potrà trarre creatività, investimenti e nuovi spettatori, mantenendo in vita un’arte che è anche un’industria, fatta di persone che lavorano e mantengono le proprie famiglie.

Una cosa che in Italia è ogni giorno più difficile e adesso, senza nemmeno il suo sorriso dottor Jannacci, sarà anche più triste da sopportare.

Per votare la nostra petizione, basta andare qui.
http://firmiamo.it/portiamo-netflix-in-italia

Per non dimenticare Jannacci, Gaber, De Andrè, Dalla e tutti quelli che ci hanno regalato musica meravigliosa, usate Spotify. È legale e contribuirà a farne produrre ancora tanta.

Per continuare a leggere The Cinema Show, dite agli amici che vi piace. Anche questo non è reato.

Stay in TOUCH!

Alessandro De Simone
Editore di The Cinema Show

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