Shame: Psychopathia sexualis

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Vivere con un’addiction è come vivere in schiavitù. Era da poco iniziata la Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia lo scorso settembre, quando tutta la critica presente al Lido si recò a vedere Shame, secondo film di Steve McQueen che vedeva ancora protagonista assoluto Michael Fassbender. Il bello di questo mestiere è soprattutto che (a meno di non essere uno di quei folli che divorano l’intero catalogo il primo giorno) ai festival ci si approccia a un film senza saperne nulla, armati solo della propria cultura sul regista, gli attori o qualche altro aspetto della produzione. Le anteprime mondiali sono quanto di più eccitante possa esistere. Non sapevamo, quindi, che quello che stavamo per vedere era uno dei film più belli degli ultimi anni, uno dei più sensibili, interpretato da un attore che una volta di più dimostrava il suo enorme talento.

di Federica Aliano

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