Last Flag Flying: Born in the USA

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Sorprende ogni volta, il cinema di Richard Linklater, per la sua capacità di non sembrare mai uguale a se stesso, snocciolando però capitoli di un’unica grande storia che si sta componendo negli anni in maniera sempre più chiara. L’intero corpo dell’opera di Linklater è il suo vero Boyhood, o meglio, un Nationhood, perché quello che non ha mai smesso di raccontare è il suo paese, guardandolo da tanti punti di vista diversi. Lo ha fatto dall’inizio, quindi non è una scoperta sconvolgente, ma dopo trent’anni è bello essere consapevoli che il viaggio di It’s Impossible to Learn to Plow from Books era una manifesto programmatico, per partire dalla sua Austin, quella di Dazed and Confused, e andare a finire a Vienna, quel viaggio in Europa che tutti i giovani americani sognano, per andare a scoprire il mondo, quello vero, vecchio di secoli e secoli, non giovane e stupido come il loro paese. Un paese che fa le guerre, ne hanno fatta una Larry, Sal e Richard, nel Viet-fottuto-Nam. Ne ha fatta una il figlio di Larry, in Iraq, ed è tornato dentro una bara insieme a una bugia. Per questo Larry non vuole seppellirlo ad Arlington, il cimitero degli eroi di guerra, ma a casa, vicino a sua madre.

Last Flag Flying è un road movie, una commedia, un melò, tutte queste cose insieme grazie all’abilità che ha Linklater di mescolare generi ed emozioni. Soprattutto è un altro pezzo della Storia. I tre vecchi commilitoni che si ritrovano sono come quei ragazzi di Austin, come i ragazzi del college di Everybody’s got Something. Sono ancora in cerca del loro posto sulla Terra, di risposte, di dare un altro morso alla vita che non sia mai l’ultimo. E come succede sempre per un bel viaggio, bisogna sapere quando tornare a casa. Last Flag Flying è anche uno dei film più politici di Linklater, che del suo paese vuole capire tante cose, soprattutto cosa lo porta a farsi governare da imbecilli patentati. È un film patriottico, nell’accezione migliore del termine, perché non c’è niente di male, non c’è mai stato, a sentire un’appartenenza, nel far parte di un respiro collettivo. Ci sono solo modi semplicemente diversi per dimostrarlo.

Last Flag Flying è un film importante, reso ancora più prezioso da Bryan Cranston, Laurence Fishburne e soprattutto Steve Carell, davvero eccezionale. Perché i bei film si fanno con le storie, con qualcuno che le sa raccontare e con qualcuno che le faccia sembrare la vita. Quella vera. Che oltretutto è un sogno.

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Alessandro De Simone

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