Against The Ropes: guantoni con i tacchi a spillo

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Against the Ropes è la storia di Jackie Kallen, donna che ha vissuto nell’ambiente della boxe sin da bambina, sempre all’ombra dei grandi manager e organizzatori d’incontri. Quando però le si presenta inaspettata l’occasione di poter gestire in proprio un pugile, non se la lascia scappare, dimostrandosi capace quante i suoi colleghi maschi. Il successo però è difficile da gestire…

Se qualcuno oserà ancora dire che la boxe non è uno sport per signorine, dovrà fare con Jackie Kallen, manager di grido che, alla fine degli anni Ottanta, ha messo in subbuglio l’ambiente del pugilato professionistico. Non era mai successo, infatti, che una signora si occupasse in prima persona della gestione di atleti del ring, infrangendo così una regola non scritta per cui la boxe è uno sport in cui sono i maschietti la razza dominante. Ma, si sa, i tempi cambiano e la signora Kallen, dopo essere stata una giornalista, un’esperta di pubbliche relazioni, oltre che una moglie e una madre, ha deciso di dare una svolta radicale a questa situazione. Non senza qualche difficoltà, ovviamente…

“All’inizio, c’è stato un grosso problema di percezione, il mondo della boxe era ed è ancora un bastione di mascolinità e sciovinismo fatto di scotch, sigari e ragazzi tosti”.

Parole come pietre della stessa Kallen e che ha fatto sue Meg Ryan per calarsi nei panni di questa coraggiosa e intraprendente donna. È infatti l’ex fidanzata d’America (titolo che ha perso un po’ per la sua interpretazione hot per In the Cut e un po’ perché, vista l’età, rischierebbe di diventare la zitella d’America..) a vestire i panni, alquanto di cattivo gusto se ci perdonate la breve nota di colore, della Kallen, in questo film diretto da Charles S. Dutton, grande caratterista di colore che si cimenta qui da entrambi i lati della macchina da presa (nel film è Felix Reynolds, l’esperto allenatore assunto da Jackie per far diventare il suo pugile un campione).

La Ryan, quindi, conferma il suo desiderio di allontanarsi dal cliché in cui era rimasta oramai imprigionata, per cimentarsi in nuove prove e questo racconto di sport e di crescita personale le offre l’occasione di poter tratteggiare un ruolo femminile forte che tratta con il sesso opposto alla pari e per questioni finalmente diverse dall’amore.

In realtà c’è anche in questo caso un uomo nella sua vita, Omar Epps, ma senza implicazioni sentimentali, solo professionali. Epps indossa i guantoni di Luther Shaw, talento naturale scoperto da Jackie Kallen che dalla strada arriva alla sfida per la corona mondiale dei pesi medi. Non è la prima volta che il giovane attore, già protagonista di Brother al fianco di Takeshi Kitano, ha a che fare con il cinema sportivo. In The Program, infatti, è stato un giocatore di football americano, mentre in Major League 2 era un velocissimo battitore.

Ancora una volta, quindi, Hollywood si affida allo sport per raccontare una storia di riscatto e amicizia e i precedenti sono tutti favorevoli. Ora bisognerà aspettare il verdetto del giudice più difficile: il pubblico.

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