Tre domande a Nicola Yoon

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Arriva il 21 settembre al cinema Noi siamo tutto, tratto dall’omonimo romanzo di Nicola Yoon. Ne abbiamo parlato con l’autrice a Londra.

Miss Yoon, nella nuova tendenza delle love story per adolescenti è spesso presente la malattia. Come mai?

Le grandi storie d’amore sono spesso dolorose, se non tragiche. Nel mio caso la malattia della protagonista serve a porsi una domanda: quanto sei disposto a rischiare per amore.

La tecnologia ha rivoluzionato la comunicazione delle nuove generazioni. È un bene o un male?

Ci sono sicuramente degli aspetti negativi, ma ce n’è anche uno molto positivo. Iniziare a conoscersi scambiandosi solo dei messaggi, come accade a Maddy e Olly, dà la possibilità di poter scoprire l’altra persona prima di tutto per quello che pensa e per la sua sensibilità. Credo non ci sia inizio migliore per una relazione.

Noi siamo tutto ha la struttura di una favola, è una moderna Rapunzel.

Non me ne ero resa conto, ma me lo hanno fatto notare molte delle persone che hanno letto il romanzo già durante la scrittura. E avevano ragione, volevo fosse una fiaba moderna. In fondo lo sono le storie d’amore più belle.

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Alessandro De Simone

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