Paul: The Geeks Strike Back | Recensione

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Simon Pegg e Nick Frost tornano sul grande schermo nei panni di due inglesi in visita al Comicon di San Diego (il più importante appuntamento per “geek” del mondo). Dopo essersi imbevuti di fumetti, videogiochi e anteprime cinematografiche decidono di concedersi un viaggio immersi nel Nuovo Mondo e nei suoi luoghi più evocati come… no, non il Grand Canyon… no, nemmeno le Cascate del Niagara… Area 51!

Inaspettatamente si troveranno a raccattare per strada un alieno, Paul appunto (a cui presta la voce Seth Rogen), in fuga dagli agenti governativi per tentare di raggiungere la sua nave madre.

Paul è sulla Terra da parecchi anni, ma sente che ora il clima è mutato, non è più un ospite, ma un prigioniero e quindi è giunto il momento di andarsene.

Il viaggio assumerà toni surreali quando non solo i 3 sventurati avranno alle calcagna i classici Uomini in Nero, guidati dall’agente Zoil (Jason Bateman) e da un misterioso Capo (Sigourney Weaver), ma rapiranno anche la figlia di un predicatore (Kristen Wigg).

L’assortito gruppo si dirigerà alla volta della nave aliena  per riportare Paul a casa.

Leggi: Conversazione con Simon Pegg e Nick Frost

Paragonato alla precedenti prove, Paul, ha sicuramente un approccio più commerciale e meno caustico. Se i precedenti film erano in effetti destinati ad un pubblico un po’ “geek”, qui la situazione è ribaltata: i “geek” sono protagonisti e quindi fonte di risate, ed il pubblico sarà più eterogeneo.

D’altronde anche il cambio di regista ha mutato l’angolo di visuale. Edgar Wright ha lasciato, peraltro per dedicarsi all’ottimo Scott Pigrim, a favore di Greg Mottola; si è perso quindi un po’ di cinismo a favore di un umorismo più familiare, ma comunque efficace.

Altra grande novità risiede nel mutato rapporto dei due protagonisti, ora affiatato duo. Se negli altri film la commedia si basava sulle differenze tra Simon e Nick rendendoli quasi antagonisti, qui l’epicentro delle gag è l’alieno Paul mentre i due tengono un profilo decisamente più basso.

Il fatto che Paul sia così efficace è essenzialmente dovuto alla presenza di Seth Rogen. L’attore americano porta un approccio decisamente diverso, più cinico e tagliente e decisamente più “volgare”. A Rogen non manca assolutamente la battuta fulminante ed i classici “fuck” da vero americano.

Assunti questi cambiamenti, il film rimane una piacevole commedia –meno graffiante di quanto ci si poteva attendere- chiaramente scritta da veri appassionati del genere. Nick e Simon nella vita sono un po’ come i loro personaggi: possiedono magliette di Star Wars, giocano e conoscono praticamente qualsiasi film di fantascienza prodotto.

Le citazioni si nascondono in qualsiasi meandro della pellicola, dalle più evidenti come Devil’s Mountain (quella di Incontri Ravvicinati per intenderci), sino a quelle più incredibili come l’autore dell’improbabile “Jelva, la regina aliena di Varvak”.

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