Hole – L’abisso: un pacco ben confezionato

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Hole – L’abisso, o The Hole in the Ground, segna l’esordio alla regia dell’irlandese Lee Cronin, già noto agli appassionati dell’horror per il bel cortometraggio Ghost Train.

Prodotto dalla A24, stessa casa che ha portato alla ribalta Ari Aster, regista di Hereditary e Midsommar, Hole – L’abisso è quello che vedono durante una gita nel bosco una giovane mamma, Sarah, da poco trasferitasi in un tranquillo paesino di campagna, e il suo bambino di otto anni. Nonostante l’evidente stranezza del trovare un cratere enorme quasi dietro casa, tutto scorre tranquillo. Finché i due non incontrano una donna convinta che, come già successo a suo figlio, il piccolo sia stato sostituito. E il dubbio, in effetti, assale anche Sarah.

Variazione sul tema del doppelganger, o anche degli ultracorpi, a seconda delle preferenze tradizionali o moderne, Hole – L’abisso segue la ricetta dell’horror d’autore contemporaneo. Atmosfere rarefatte, tempi dilatati, tagli di inquadratura audaci, fotografia scura e contrastata. Soprattutto mostra poco, e male se possibile, cosi da lasciare lo spettatore sempre nel dubbio, fino alla fine, e anche oltre. Una maniera certamente diversa di affrontare il genere, che come tutte le cose può funzionare o meno.

Hole – L’abisso si avvicina decisamente più alla seconda ipotesi

Mescolando suggestioni e soluzioni che sicuramente disorientano, ma che nella maggior parte dei casi non arrivano loro stesse da nessuna parte. Molto viene dato per scontato, poco viene spiegato, quasi niente crea disagio. Soprattutto non c’è traccia di sottotesto, se non una vaga riflessione sulla figura della madre che porta dentro sè una creatura che potrebbe rivelarsi estranea o aliena. Non a caso, il buco ha degli evidenti richiami epifanici. Ma anche con il supporto iconografico, a questa riflessioni ci si arriva con una non indifferente forzatura. E in ogni caso niente che non sia stato già raccontato, meglio, altrove.

Una bella confezione, marchio di fabbrica di A24, ma la sorpresa è deludente, soprattutto poco interessante. Si sa, non tutti I doppelganger riescono col buco.

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Alessandro De Simone

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