La guerra dei mondi: come sempre, gli altri siamo noi

0

Parte su Fox (Sky, canale 112), La guerra dei mondi, miniserie in otto episodi prodotta insieme a Canal Plus e tratta dal classico della fantascienza di H.G.Wells. Tra gli interpreti, Gabriel Byrne ed Elizabeth McGovern (Downton Abbey).

Romanzo che ha ispirato grandi autori delle arti più diverse, da Orson Welles, che ne fece una riduzione radiofonica che sconvolse letteralmente l’America negli anni Trenta, a Steven Spielberg, la cui versione cinematografica è un western alla Sentieri Selvaggi, assolutamente straordinaria.

Qui l’azione, sebbene tutto il mondo sia travolto dall’invasione aliena, è concentrata tra Francia e Regno Unito, e segue quattro storie in parallelo. Quella dell’astrofisica che per prima si accorge di un segnale che arriva dallo spazio profondo, e di un professore di fisica che capisce la natura dei segnali che gli alieni di turno ci stanno inviando. Poi c’è un uomo in viaggio d’affari a Parigi che dovrà cercare di raggiungere la sua famiglia a Londra e un immigrato clandestino che si è nascosto in una cisterna a Calais, sperando anche lui di raggiungere Albione.

La prima puntata ha una narrazione che più classica non si può, con scoperta, primo contatto e invasione con tempi scanditi perfettamente, rispettando, almeno idealmente, parte dell’iconografia classica di Wells. Non vi aspettate I tripodi, scelta oltretutto produttivamente assai saggia in termini di budget, almeno non subito. Dopo chissà, anche se la cosa più interessante, è senz’altro in sede di sceneggiatura. Già dalla prima puntata sono abbastanza chiare le intenzioni dello showrunner Howard Overman, già autore di un cult britannico come Misfits.

Gli altri siamo noi, ovviamente, e le implicazioni politiche arrivano immediatamente al punto. La civiltà aliena di turno è un cancro mondiale, vuole annientare una civiltà perché diversa da loro, e si vuole impadronire del pianeta. Niente che non stia succedendo già, basta fare un’attenta rassegna stampa quotidiana. E non si tratta di paranoia sovranista, quanto, per fortuna, di necessaria denuncia di una drammatica contemporaneità. La salvezza, come è giusto che sia, è nelle persone di buona volontà. Come faranno a salvare pianeta e razza umana, lo scopriremo ogni lunedì alle 22:05. E visto il buongiorno, sarà un appuntamento avvincente e di ottima fattura.

Per questo primo episodio merito anche di Gilles Coullier, già regista di Cargo, film prodotto da Netflix interpretato da Martin Freeman. A lui la macchina da presa per la prima metà, passerà poi il testimone a Richard Clark per il crescendo finale, perfetto per chi ha dovuto giostrare gli intrighi di Versailles.

Un momento, finale? E chi può dirlo….

Share.

About Author

Alessandro De Simone

Comments are closed.