30 marzo 2024, quarantesimo anniversario di All’inseguimento della pietra verde, ovvero Romancing the Stone, il primo grande successo di Robert Zemeckis, una commedia romantica e d’avventura che lanciò una coppia storica. No, non Michael Douglas e Kathleen Turner. Michael Douglas e Danny DeVito, per la prima volta sullo schermo insieme dopo vent’anni di grande amicizia.
Già, perché non è una storia poi così nota, nonostante entrambi negli anni lo abbiano spesso ribadito, ma è una di quelle cose a cui si potrebbe pure non fare caso, pensando a una serie di combinazioni dettate dalle opportunità produttive. Invece no, Michael e Danny sono proprio grandi compagnoni. Ed erano destinati a diventarlo.
Entrambi del New Jersey
Douglas nato a Brunswick il 25 settembre del 1944, DeVito a Neptune il 17 novembre dello stesso anno. Le origini sono socialmente diverse, Mike è figlio di Kirk, uno dei più grandi attori dell’epoca d’oro di Hollywood. Danny è invece nato in una famiglia di piccoli commercianti. Le 35 miglia che li separavano erano in realtà, idealmente, molte di più, e per 22 anni le loro strade non si sarebbero mai incrociate.
Siamo nel 1966, Michael in realtà alla recitazione non è interessato, ma d’altronde quando cresci in quella famiglia e con quel padre in un modo o nell’altro ci finisci. E quindi sceglie di studiare teatro alla University of California. Dall’altra parte d’America, Danny sta seguendo tutt’altro percorso. In realtà la sua aspirazione è quella di diventare un estetista, ma per poter frequentare quel corso è propedeutico anche quello di recitazione. Provvidenziale, dato che quest’obbligo ha dato al teatro, al cinema e alla televisione un grande interprete e regista.
Il fatidico incontro avvenne d’estate, mentre entrambi, così come molti altri giovani aspiranti attori, stavano lavorando alla costruzione di un anfiteatro all’aperto allo Eugene O’Neill Theater Center di Waterford, Connecticut.
Così ricorda l’incontro Michael Douglas:
“Ero sulla spiaggia, guardavo il Long Island Sound e mi si avvicina questo ragazzo con i capelli lunghissimo, se riuscite a immaginarlo. Mi dice: “Ti sballi?”… così ci siamo fumati uno spinello e quello è stato l’inizio di una lunga amicizia”.
Danny la ricorda un po’ diversa, ma il risultato è lo stesso. In quell’estate era normale vedere DeVito appollaiato sulla moto di Douglas, portando casse di birra in equilibrio precario. Quando tornò in California, dopo un po’ Michael ricevette una chiamata dall’amico, che doveva andare a Los Angeles per un’audizione per il film di Richard Brooks A sangue freddo, tratto dal romanzo di Truman Capote. Aveva bisogno di un posto dove stare e Michael lo ospitò senza battere ciglio. “Chi lo avrebbe mai pensato che alla fine sarei andato a finire nel party di Giulietta degli Spiriti”, ricorda Danny di quei giorni.
Erano spiriti liberi, e quando Douglas finì l’università andarono a vivere insieme a New York, nel 1967, ed entrambi iniziarono il loro percorso nel mondo dello show business. Danny lavorava soprattutto in teatro, Michael diventò il co-protagonista della serie Sulle strade di San Francisco, al fianco di Karl Malden.
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Quando a metà degli anni Settanta papà Kirk cedette al figlio i diritti per la versione cinematografica di Qualcuno volò sul nido del cuculo, dopo avere provato per lungo tempo a portarla lui stesso sullo schermo, le strade di Michael e Danny si incrociarono di nuovo. Da produttore, poi vincitore dell’Oscar per il miglior film dell’anno, Douglas Jr. chiamò immediatamente il vecchio amico DeVito per offrirgli una parte, contribuendo in maniera fondamentale alla sua grande carriera.
Danny sarebbe diventato un’icona della televisione grazie al ruolo di Louie De Palma, responsabile della compagnia di cab newyorkesi nel cui garage si svolge Taxi, una delle sit-com storiche della tv americana, il cui cast comprendeva Judd Hirsch, Andy Kaufman (sì, l’uomo della luna), Jeff Conaway, Tony Danza, Carol Kane e Christopher Llyod, ovvero il dottor Emmett Brown di Ritorno al futuro.
E proprio con Robert Zemeckis Danny e Michael dividono per la prima volta lo schermo in All’inseguimento della pietra verde. Douglas, anche qui nelle vesti di produttore, vuole e ottiene DeVito nei panni dell’antagonista e personaggio comico del film, il gangster da strapazzo Ralph.

Il film è un successo enorme, sarebbe arrivato un sequel l’anno dopo, Il gioiello del Nilo, ma con Lewis Teague al posto di Robert Zemeckis la cosa non funzionava alla stessa maniera. Inoltre il film fu una di quelle produzioni che restano nella memoria di Hollywood come maledetta, con alcuni componenti della troupe morti in un incidente aereo e la sceneggiatrice di Romancing The Stone, Diane Thomas, che perde la vita in un incidente d’auto a bordo della Porsche che le aveva regalato proprio Douglas.
Si era formato un trio affiatatissimo: Douglas-DeVito-Turner
Avrebbero poi lavorato nuovamente insieme ne La guerra dei Roses, con DeVito questa volta nei tripli panni di produttore, regista e co-protagonista del film, che fu un grande successo e negli anni è diventato un classico della commedia nera.

Le strade di Michael e Danny si incroceranno di nuovo professionalmente nel 1997, quando Douglas decide di produrre L’uomo della pioggia, film clamoroso, tratto da un romanzo di John Grisham e diretto da Francis Ford Coppola. DeVito interpreta Deck Shifflet, l’assistente dell’avvocato della mala Bruiser Stone per cui finirà per lavorare il giovane Rudy Baylor.
Passano 12 anni e i due tornano a dividere la scena in Solitary Man, storia di un magnate dell’industria automobilistica la cui vita prende una brutta piega. Un buon film, con un Douglas, oltre che produttore, protagonista ispirato e DeVito in un ruolo da spalla altrettanto in forma. Purtroppo non è un successo, ma questo non impedisce a Michael, anni dopo, di rimettere insieme la vecchia gang in alcuni episodi della serie The Kominsky Method, in cui lavoreranno sia DeVito che Kathleen Turner.
Anche durante la sua masterclass al Festival di Cannes 2023 Michael Douglas ha ricordato l’amico Danny DeVito, un’amicizia nello spietato e ipocrita mondo di Hollywood che va avanti da 58 anni che ci insegna una cosa assai importante: dalla birra e dalla marijuana nascono storie bellissime.


