Close Menu
The Cinema ShowThe Cinema Show
  • Cinema
  • Serie TV
  • Fumetti
  • Libri
  • Musica
  • Arte
  • English
Facebook X (Twitter) Instagram
Instagram YouTube Facebook X (Twitter) RSS
The Cinema ShowThe Cinema Show
  • Cinema
    • Recensioni
    • News
    • Focus On
    • Interviste
    • Festival
  • Serie TV
  • Fumetti
  • Arte
  • Libri
  • Lifestyle
  • Musica
  • Italiano
    • English
    • Italiano
The Cinema ShowThe Cinema Show
sex and the city
Recensioni

Sex and the City 2: Natale ad Abu Dhabi

Federica AlianoBy Federica Aliano28 May 2010Updated:8 May 2025No Comments5 Mins Read

New York, la città dalle mille luci, quella che non dorme mai… La città di Carrie, Samantha, Miranda e Charlotte, le quattro amiche che, grazie a una serie televisiva capace di toccare cuori e menti con la leggerezza di uno dei migliori articoli di Cosmopolitan, sono ormai famose in tutto il mondo. New York è sempre stata la quinta protagonista, quella davvero sexy, di Sex and the City.

Per questo non si capisce il motivo per cui, una volta “promossa” sul grande schermo la storia non trova di meglio da fare per impegare il budget che spostare il set in qualche località esotica, tanto per condirla con un po’ di cliché. È così che in [b]Sex and the City – Il film[/b] le nostre quattro beniamine si sono ritrovate con una vacanza già pagata in Messico e ora, in Sex and the City 2, si ritrovano con una vacanza già pagata negli Emirati Arabi.

Manco fossero Boldi e De Sica, le quattro signore se ne vanno in vacanza ora qui ora là (e sperimao che non diventi proprio come i nostri cinepanettoni, altrimenti il prossimo anno chissà dove andranno a finire e con quale scusa la vacanza sarà già spesata, tutto compreso), si trovano in situazioni surreali, colmano i vuoti e la regia lenta con quanti più luoghi comuni riescono a collezionare, si riempiono la bocca e il contegno con volgarità di ogni tipo e cadute di stile clamorose. Grazie mille, ma qui in Italia questo tipo di prodotto lo avevamo già.

Inutili i tentativi del cast di difendere la pellicola

Hanno giustificato il comportamento di Samantha affermando che lei è indomita e ribelle ovunque si trovi, hanno insultato la professionalità di chi ha scritto recensioni negative dicendo che gli uomini non capiscono lo spirito del franchise… Ebbene, diciamolo chiaramente: il film ha delle brutture oggettive che nel primo capitolo cinematografico non c’erano. La profondità di un desiderio deluso che si concentrava tutta in un bouquet usato come un’arma è qui sparita.

È vero, i personaggi sono sempre loro, ma esasperati fino al parossismo. Tutto è esagerato e pacchiano, a partire dagli abiti: laddove nella serie c’erano capi aspirazionali che hanno fatto sospirare tutte noi che non possiamo permetterceli, qui ritroviamo costosissimi stracci, abbinati chiassosamente, inopportuni e volgari, per non dire che addirittura privi di ogni stile. Eccezion fatta per Stanford e Mr. Big, due personaggi scritti talmente bene a prescindere che sono impossibili da rovinare, tutti i personaggi sembrano la caricatura iperbolica di loro stessi.

Ma l’elemento più importante e fastidioso è il voler essere a tutti i costi qualcosa che non si è.

Mai nella serie di Sex and the City si era parlato di politica, nemmeno dopo l’11 settembre. Le Torri Gemelle, che nelle prime stagioni venivano inquadrate spesso, volentieri e a dirla tutta con tagli da cartolina newyorkese, a un certo punto semplicemente sparivano, e mai si è fatta menzione di quel tragico e luttuoso evento. Persino quando Carrie inizia a frequentare un politico non si parla di politica.

Emblematica la battuta di Samantha:

“Né partito repubblicano, né partito democratico. Cerco solo un buon partito”.

Ecco, qui si ha l’ambizione senza i mezzi per realizzarla di voler parlare di politica economica ed estera. Le signore non fanno che accennare polemicamente alla crisi in atto, ma a noi pare che i loro abiti siano ancora più costosi, che continuino a vivere accanto a Central Park e che, sebbene non sia momento adatto per piazzare un appartamento, è anche vero che Carrie e Big non lo danno neanche in affitto… Insomma, sono poco credibili. In quanto a politica estera, vi lasciamo la visione per capire che parlarne così non è solo scorretto, ma è parecchio offensivo per tutto il resto del mondo, non solo quello islamico.

Leggi anche: Sex and the City – il film

Non è tanto grave l’additata scena in cui Samantha grida di fare sesso, pochissimo vestita, nel bel mezzo di un mercato arabo (cosa che nella vita reale si sarebbe risolta con una lapidazione, non con una breve fuga sui tacchi – su certe cose non si scherza, non fa ridere), quanto l’atteggiamento tutto delle quattro protagoniste. Si dice che quando noi italiani andiamo all’estero siamo i turisti peggiori proprio perché siamo come nei film di Neri Parenti.

Ebbene, queste donne rispettabili di Manhattan si comportano allo stesso modo, se non peggiore: non tentano mai realmente di capire la cultura che le circonda, sono chiuse al diverso, si sentono superiori e credono di avere la verità in tasca. Il viaggio così vissuto è un pessimo esempio e non rispecchia nemmeno ciò che le quattro erano in TV, ossia quattro donne sempre entusiaste e pronte a gettarsi a capofitto nell’insolito e nelle novità. Quando poi alcune donne islamiche si sfilano da sotto il velo nero un volume di Susan Sommers (e non vi anticipiamo il peggio che viene dopo) è davvero troppo.

VOTA SEX AND THE CITY 2 SU LETTERBOXD

Non è che l’alternativa al burqa sia necessariamente un Dior…

La presunzione tutta americana di pensare che il proprio modello di vita sia il migliore possibile arriva in questa scena con tutta la sua dirompente potenza, fastidiosa e nauseabonda. Come se il desiderio recondito e più profondo di ogni singola donna del mondo sia vivere a Manhattan e riempire un gigantesco guardaroba di griffe. Questo non significa dar voce alle donne, questo è pseudo-femminismo spicciolo, a suo modo ugualmente dittatoriale e omologatore. Non me ne vogliano le fashioniste, ma io vivo benissimo senza calzare un paio di Manolo e senza una borsa Jane Birkin.

Di contro, non so come potrei vivere senza mai aver visto Accadde una notte.

Il nostro voto
Chris Noth Cynthia Nixon John Corbett Kim Cattrall Kristin Davis Sarah Jessica Parker Willie Carson
Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
Federica Aliano
Federica Aliano

Critica e saggista cinematografica, scrittrice e ufficio stampa, è con Alessandro De Simone la fondatrice di The Cinema Show e ne è il direttore editoriale. Ha pubblicato, tra gli altri, su 35mm.it, Hotdog, Everyeye, IHMagazine, Staynerd e Movieplayer. È orgogliosamente membro del collettivo Eiga di Bakemono Lab.

Related Posts

Venezia 83. Recensioni – Un détour par Diane (Orizzonti)

Quella carogna di Robin Hood

Hokum, la recensione dell’horror con Adam Scott

2 October 2026

Rodrigo Sorogoyen e Paweł Pawlikowski: le masterclass alla Festa del Cinema di Roma

1 October 2026

Julianne Moore riceverà il Premio alla Carriera alla Festa del Cinema di Roma

29 September 2026

Trailers FilmFest 2026: i finalisti del concorso Doc

17 September 2026

Se domani non torno presentato in anteprima ad Alice nella Città

14 September 2026

Fotinì Peluso ospite di Incanto Film Festival 2026

Recent Posts
  • Rodrigo Sorogoyen e Paweł Pawlikowski: le masterclass alla Festa del Cinema di Roma
  • Julianne Moore riceverà il Premio alla Carriera alla Festa del Cinema di Roma
  • Trailers FilmFest 2026: i finalisti del concorso Doc
  • Se domani non torno presentato in anteprima ad Alice nella Città
  • Fotinì Peluso ospite di Incanto Film Festival 2026
Copyright © 2026 ThemeSphere. Powered by WordPress.
  • Editoriale
  • Cinema
    • Recensioni
    • News
    • Focus On
    • Interviste
    • Festival
  • Gallery
  • Libri
    • Interviste
  • Serie TV
    • News
  • Fumetti
  • Musica
  • Arte
  • Lifestyle
  • Chi siamo
  • Italiano
    • English
    • Italiano

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish.Accept Read More
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Always Enabled
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
SAVE & ACCEPT
Ad Blocker Enabled!
Ad Blocker Enabled!
Our website is made possible by displaying online advertisements to our visitors. Please support us by disabling your Ad Blocker.