Il naufrago su un’isola deserta: il protagonista di tante vignette, storielle, aneddoti, test… e di Cast Away.
Chuck, dirigente della FedEx alle soglie del matrimonio, a causa di un incidente aereo finisce in pieno oceano, sperduto e naufrago, fino ad approdare su un’isola deserta. Qui, recuperati alcuni pacchi scampati al disastro con lui, dovrà sopravvivere a lungo, e per fare questo dovrà cambiare molte cose di sé stesso, sia psicologicamente che fisicamente. Ma non si resiste a lungo da soli su un’isola…
VOTA CAST AWAY SU LETTERBOXD
Hanks e Zemeckis di nuovo insieme per Cast Away
È sempre bello scoprire che ci sono alchimie cinematografiche che funzionano con il pilota automatico, tante volte è successo nella storia del cinema, regalando a generazioni di spettatori momenti indimenticabili. La coppia Lemmon – Matthau diretta da Billy Wilder, John Wayne nei film di John Ford e tante altre ne potremmo citare.
In tempi più recenti non è così facile trovare di queste perfette simbiosi, ma Tom Hanks e Robert Zemeckis hanno i numeri per far vivere ancora una volta questa magia. Entrambi, infatti, hanno dalla loro un background cinematografico che possiamo considerare un’ideale filiazione del cinema classico hollywoodiano, essendo portati all’esplorazione dei generi, dalla commedia al fantastico, senza mai perdere di vista quello che il futuro gli riserva, ovvero una concezione del cinema tecnologicamente diversa che coinvolgerà la macchina produttiva dalla realizzazione alla fruizione.
Leggi anche: Flight, il ritorno di Robert Zemeckis
L’ossessione del tempo per Zemeckis
Cast Away può per molti versi essere considerato una sintesi di tutto questo proprio nella sua struttura narrativa e temporale: si parte da un passato moderno, si sviluppa in un presente preistorico e si risolve in un futuro senza fine. Una costruzione ‘gumpiana’ del cinema e della memoria che abbraccia la poetica di Zemeckis in toto, scoprendo a ogni istante luoghi e situazioni già affrontate in passato, a partire dall’ossessione per il tempo che percorre tutta la cinematografia del regista, sin dal primo I Wanna Hold Your Hand, una nostalgia gioiosa, ma piena di profonde riflessioni.
E proseguendo con un interrogativo che già da tempo ci viene posto dal regista, un’implicazione filosofica che, ancora ‘gumpianamente’, ci scopriamo a risolvere nel più semplice dei modi. Qual è il nostro posto su questa Terra? E quale il nostro tempo? Lo possiamo scoprire guidando una Delorean a 88 miglia orarie o facendo volare una piuma nel cielo azzurro persa dall’attore Hanks (e per molti versi autore, in quanto creatore di un personaggio universale che ritroviamo, in forme diverse, in molti suoi film), per cui può significare voler crescere prima del tempo o trovare un motivo per salvare il soldato Ryan.
Leggi anche: Here e dintorni – Lo spazio-tempo nella galassia Zemeckis
Cast Away è ancora una volta un inno alla vita e proprio nella sua commestibilità commerciale, sbattuta in prima pagina dalle sfacciate sponsorizzazioni, fa di questa breve fuga non voluta, uno sberleffo al tempo che passa con troppa fretta.


