D’estate il caldo, il riposo e il senso di spossatezza rendono più “stuzzichevoli” le sollecitazioni degli ormoni. Ci si veste meno, ma ci si riscalda di più. E allora ci pensa Franck Landron, con una commedia divertente e intrigante, pruriginosa quanto basta senza essere scandalosa: Nudisti per caso.
È ironia tutta francese quella di scherzare così sul sesso e sul libertinaggio nazionale, sulla presunta apertura mentale che i francesi rivendicano rispetto al resto del mondo. Il nudismo poi è sempre stato visto, in ogni nazione, come una bestia rara e poco pericolosa, qualcosa da cui prendere le distanze e di cui sorridere sempre sotto i baffi. Ma poi, chi più chi meno, sono i molti ad esserne incuriositi.
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Nudisti per caso, ma classificabili
Ci si immaginano due tipi di nudisti: quelli fanatici della natura, della vita all’aria aperta, senza legami e senza costrizioni, magari ecologisti e vegetariani, che preferiscono educare in tal senso anche i figli, fin dalla più tenera età. E poi gli esibizionisti, quelli a cui piace mostrarsi e quelli a cui piace guardare, alcuni scambisti, altri guardoni, altri semplicemente predicatori dell’amore libero.
Ebbene, in questo film li trovate entrambi. Rifugiati in un’isola che diventa la loro patria, terra di libertà in cui tutti possono fare ciò che vogliono, divisa in spazi per famiglie e aree dove è possibile amoreggiare in tutta libertà, magari esibendo le proprie performance. Solo che, quando giunge Sophie con i suoi due bambini, la tolleranza tanto sbandierata scompare e la costrizione funziona al contrario.
Landron mette in scena questa celebrazione del nudismo, del senso di spregiudicatezza e del desiderio sopito. Fin dal principio capiamo che Sophie è tentata dalla vita nudista, che tra lei e Olivier c’è qualcosa che manca e che magari proprio questo ambiente potrebbe riportare alla luce. Lui non si accorge del nuovo taglio di capelli di lei e questa è la cosa che una donna – specialmente francese – non può proprio perdonare.
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Con i toni leggeri e accaldati di un racconto al campeggio con gli amici, la storia prosegue lenta e tesa, ci mostra i corpi, ma la macchina da presa è ardita solo quel tanto che basta per far arrossire divertita una tranquilla e gioviale sessantenne. E il finale, forse, è un po’ troppo precipitoso…


