Anche per Mission Impossible, quando le cose vanno bene, il merito è di Steve Jobs. Il ragionamento è semplice: Steve Jobs ha fatto della Pixar ciò che è, la Pixar ha accolto Brad Bird permettendogli di fare i suoi bellissimi film d’animazione, Brad Bird chiede alla Pixar di poter girare il suo primo film live action lasciando per un breve periodo John Lasseter e compagnia. Quindi, se Tom Cruise ha potuto girare Mission: Impossible – Protocollo Fantasma, quarto episodio del franchise di Ethan Hunt che ha ridato linfa vitale alla sua carriera, il merito è di Steve Jobs.
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Scherzi a parte, a The Cinema Show Tom Cruise piace tanto, lo scriviamo anche più avanti, soprattutto amiamo di lui la spericolata visione del cinema che ha da dieci anni a questa parte. Attore sempre più sfaccettato, ma soprattutto produttore coraggioso, capace di mettersi a disposizione di Robert Redford per un film difficile, e francamente mal riuscito, come Leoni per agnelli, ma anche disposto ad accettare critiche e sberleffi per Operazione: Valchiria, operazione invece vincente e molto riuscita.
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Ma per tornare in vetta, in tutti i sensi, aveva bisogno del vecchio compagno d’avventure Ethan Hunt, agente segreto che si aggrappa agli spuntoni di roccia e si getta dai grattacieli. Non gli era riuscito con l’aiuto di J.J. Abrams, nonostante il terzo episodio fosse di gran lunga migliore del precedente diretto da Woo. Adesso Mr. Lost produce e in cabina di regia c’è uno dei più grandi talenti cinematografici del mondo. I primi risultati sono stati incoraggianti, con record d’incassi solo con l’uscita Imax, vedremo alla fine della corsa se Hollywood dovrà fare di nuovo i conti con Maverick.
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In quest’avventura, intanto, si è scelto tanti compagni ben noti al grande pubblico, dalla bellissima Paula Patton, l’insegnante dal cuore d’oro di Precious, all’ex sperduto Josh Holloway, la francesina Lea Seydoux, il già veterano Simon Pegg e poi Jeremy Renner e Mikael Nyqvist, che abbiamo intervistato per voi.
MISSION IMPOSSIBLE – PROTOCOLLO FANTASMA: LA TRAMA
La trama è presto detta: la IMF, l’agenzia per cui lavora Hunt, è accusata di avere fatto saltare in aria il Cremlino. Costretto a darsi alla macchia con il suo team, Ethan dovrà fare di tutto per scoprire chi li vuole fuori dai giochi e riabilitare il suo buon nome e quello della sua ditta di servizi per l’intelligence.
VOTA M:i – PROTOCOLLO FANTASMA SU LETTERBOXD
Niente di più classico, ma qui parliamo di genere, il tocco in più ce lo mette Brad Bird, mentre Cruise sembra non chiedere di meglio che un palazzo sempre più alto da scalare a mani nude. Ma di imprese del genere non sembra preoccuparsi. D’altronde, che paura può avere chi ha lavorato per Kubrick con sua moglie?


