Due albi per una storia, per calarsi meglio nelle atmosfere oscuramente malinconiche di questo racconto, pieni di risvolti e personaggi collaterali talmente affascinanti che meriterebbero una storia tutta loro. Se la notte chiama e Chi è sepolto in questa casa?, editi da Bonelli nei mesi di giugno e luglio, ancora disponibili se si vuole cercare.
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Se la notte chiama, sono gli incubi a rispondere
Nel primo abbiamo conosciuto Siobhan, creatura fragile e misteriosa, così evidentemente portatrice di una qualche potenza interiore. Abbiamo tremato nell’immedesimarci nel suo sonnambulismo, uno stato liminale, in uno sconfinare costante tra la realtà e l’incubo. Nel suo caso, poi, popolato anche da strane e affascinanti creature, mostri bellissimi con qualcosa di ancestrale, desideri inespressi, linee di confine tracciate come maglie di catene e atte proprio a rinchiudere più che a proteggere.

In Chi è sepolto in questa casa? il suo passato torna sempre più a galla, come pure emerge la sua personalità troppo a lungo sopita, troppo imbrigliata da una madre che sembra una novella strega di Raperonzolo, iperprotettiva e pericolosa per l’incolumità di quella figlia che ha sottratto al fine di proteggerla.
Ma come il suo, viene a galla anche il passato di Wildsborough. Non è una Peyton Place, né una Twin Peaks: non sembra una di quelle cittadine in cui tutto è patinato, tutti sono amici, ma poi il lato oscuro di ciascuno muove le sorti della comunità. Gli abitanti di Wildsborough sono inquietanti sin dal primo sguardo, i cellulari non prendono i computer vengono tenuti spenti, le librerie esoteriche sono nascoste eppure conosciute da chiunque. Ed è normalissimo che una vecchia signora se ne vada in giro tenendo al guinzaglio una capra.
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La sensuale inquietudine di Roi e Baraldi

La vita reale non ha mai un solo protagonista. Storie di individui si toccano, si incrociano, si intrecciano. Si separano per lunghi tratti per poi ricongiungersi. Ci si conosce, poi ci si divide… ma non si smette di sapere il passato dell’altro, di riconoscerne le abitudini un po’ insolite, magari di custodirne i segreti. Ed è questo ordito che tesse Barbara Baraldi, con una storia che non bascula su un unico fulcro, ma che di quando in quando accantona la sua bella protagonista per seguire qualcun altro, per aprire parentesi sulle vite altrui, su scelte difficili, contropartite da pagare, debiti da scontare che ricadono sulle progenie.
E a dare corpo e atmosfera a questo spaccato di mondo, i disegni sempre intensi e inquietanti di Corrado Roi, con i suoi toni scuri e mai una linea di troppo. Con i personaggi delineati nell’anima oltre che nell’aspetto. Con gli occhi neri come pozzi che conosciamo in UT e gli sguardi appena sopra la spalla che ricordano qualche tavola del suo meraviglioso Dracula.
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Non è importante sapere Chi è sepolto in questa casa

Il racconto di Barbara Baraldi diventa denso di tensioni inespresse con i disegni di Corrado Roi. L’aria tra le vignette si riempie di quel qualcosa di impalpabile, eppure esistente, che solo la paura sa partorire. Ansie, preoccupazioni, ricordi fumosi… tutto acquista spessore, occupa i vuoti, soffoca i personaggi e toglie l’aria anche al lettore. Questo qualcosa si fa presenza, attrae, è spaventosamente sensuale e ammaliante. Come un incantesimo. O un maleficio.
Il sito ufficiale di Barbara Baraldi
Verrebbe quasi da pensare che dovrebbero lavorare sempre insieme, questi due autori, che l’esoterismo nutrito di femminino della Baraldi trova il corrispettivo maschile nei tratti del mostro disegnato da Roi. Mostro che questo femminile lo attira e lo brama, senza mai usurparlo, ma anzi nutrendolo e venendone nutrito. Perché la Natura è mostruosa, se vuole, impietosa, se tradita, e pronta a riprendersi gli spazi che, per qualche assurdo motivo, l’uomo ha recintato affermando che fossero suoi.


