Xander Cage, professionista di sport estremi, viene reclutato da un agente del governo, Gibbons, per infiltrarsi in un giro criminale chiamato Anarchy 99, guidato da un losco personaggio chiamato Yorgi. Dovrà utilizzare tutte le sue capacità per combattere l’intelligente e pericolosa organizzazione.
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Non è facile vedere un film d’azione come se ne facevano una volta, in cui le scene più spericolate venivano affidate al coraggio degli stuntmen. Rob Cohen per fortuna è un regista che ama la tradizione e in xXx non si è voluto negare il piacere di mostrare acrobazie mozzafiato supportate da qualunque mezzo, dalla motocicletta al paracadute. Risultato: due ore di intrattenimento allo stato puro, grazie naturalmente alla presenza davvero esplosiva di Vin Diesel, coadiuvato dalla nostra Asia Argento che, nonostante perda molto doppiandosi nella versione italiana, riesce ad essere una Cage Girl di grande spessore e fascino incontrastato.
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Tutto questo inserito in una struttura che modernizza il mito di James Bond, fatto per un pubblico più ampio e con un protagonista in cui sia più facile identificarsi al giorno d’oggi. Per questo, sotto lo strato evidente di puro intrattenimento e l’operazione commerciale tesa a brandizzare e serializzare il duro Xander Cage, xXx riesce a passare a un livello di rappresentazione dell’eroe con maggiori possibilità d’identificazione, esplicitando uno degli elementi fondamentali della fascinazione cinematografica: la possibilità di confondere la linea della realtà con quella del sogno. Solo per questo bisogna rendere onore al signor Cohen.


