Un sogno per domani ha per protagonista Trevor McKinney, interpretato da Haley Joel Osment, un dodicenne che elabora un piano per cambiare il mondo ed allo stesso tempo aiutare la sua disastrata madre a trovare l’amore. Proprio quando il ragazzino perde ogni speranza che il suo progetto vada a buon fine, i suoi sforzi vengono premiati: il mondo cambierà davvero radicalmente.
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Esiste una branca del cinema americano che potremmo tranquillamente definire kennedyanesimo. Sto parlando di tutta una serie di storie che portano avanti il Sogno Americano senza necessariamente farne una verità assoluta (cosa che riesce benissimo a personaggi come Jerry Bruckheimer, produttore All American sopra le righe).
Tratto da un romanzo di grande successo, La formula del cuore di Catherine Ryan Hyde, il film della Leder ha si basa su una regola precisa, quella del pensare al prossimo per arrivare a qualcosa di grande, e i bambini sono ideali veicoli di un messaggio tanto universale quanto semplice. Chi non vorrebbe cambiare il mondo, d’altra parte? Ogni persona sana di mente tra le 20 e le 20.30 di una qualunque sera avrebbe voglia di essere Superman o Dio (o quantomeno una divinità di genere non definito) per poter porre fine a massacri, violenze e povertà.
La lezione di Un sogno per domani è semplice
E anche banale, dato che se ognuno di noi smettesse di guardare solo al proprio orticello e pensasse un po’ di più al prossimo, magari nella Striscia di Gaza continuerebbero a scannarsi, ma col vicino di casa ci si scambierebbero più cortesie.
Non stigmatizziamo quindi questo tipico prodotto americano, diretto da una regista che si è comunque distinta sin dal suo esordio con The Peacemaker come una cineasta meno convenzionale rispetto a molti suoi colleghi, più portata a un taglio realista e intimista riscontrabile anche nei suoi precedenti lavori, a dispetto della loro spettacolarità.
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Il cast è tutto in buona forma, con un particolare plauso a Helen Hunt, e il finale con la fila di automobili in pellegrinaggio (che tanto ricorda L’uomo dei sogni) non sarà proprio un messaggio di speranza, ma un po’ di buoni sentimenti non hanno mai fatto male a nessuno.


