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Myriam Catania
Cinema

Myriam Catania racconta il suo Mostri contro Alieni

the cinema showBy the cinema show4 April 2009Updated:31 October 2025No Comments12 Mins Read

Bionda, bella e spumeggiante, Myriam Catania è una delle nostri migliori doppiatrici giovani. Da Lindsay Lohan a Keira Knightley, molte sono le star che si avvalgono della sua voce, cha si modula dai toni più grintosi a quelli più dolci e suadenti. Ultimamente finisce spesso sulle cover dei rotocalchi per la sua storia d’amore con Luca Argentero, ma noi di The Cinema Show le abbiamo chiesto soprattutto di lei, del suo lavoro di doppiatrice e attrice…

Myriam Catania, cosa pensi del tuo personaggio? E del film in generale?

Il film è molto divertente, abbiamo riso tutto il tempo mentre ci lavoravamo. E poi era tempo che non vedevo il 3D, l’ultima volta l’ho visto a Londra, ma qui in Italia non so neanche se sia mai arrivato in maniera seria. È stata un’esperienza nuova, non solo perché il film è bellissimo e divertentissimo – nell’animazione sono sempre più bravi gli americani, sempre più incredibili, stupiscono ogni volta – ma anche perché è stato pazzesco vedere i personaggi a cinque centimetri dalla faccia. In più ridevamo perché anche i dialoghi e la sceneggiatura sono ben costruiti: è un film per grandi e per piccoli che farà divertire i bambini, i genitori, ma anche i giovani come me!

Cosa ti è piaciuto di più di questa donna che all’inizio è normale e poi diventa una supereroina?

Be’, questo è il sogno di tutte noi donne. Le donne in questo momento storico sono delle super eroine perché non sono più solo donne che stanno a casa, ma devono occuparsi di cento cose! Io glielo dico sempre al mio fidanzato: noi siamo “più”, perché non solo facciamo quello che tradizionalmente dovrebbe fare una donna, ma in più lavoriamo e facciamo anche quello che dovreste fare voi! Cioè, mentre loro si limitano a fare gli uomini, noi dobbiamo fare sia le donne che gli uomini! Ed è molto faticoso anche se dà soddisfazione! Mi sento una supereroina e sento che tutte le altre donne fanno parte di questa casta!

Ma serviva proprio un meteorite per mandare a quel paese un cretino come il fidanzato di Susan secondo te?

Spesso le donne hanno bisogno di cose forti per svegliarsi perché a volte, prese da tutti i doveri, non si accorgono di cosa hanno intorno. Però devo dire che quando ti arriva un meteorite in testa è troppo, e forse te ne saresti potuta anche accorgere prima.

Ho avuto la fortuna di doppiare Susan di seguito con la storia e quindi ho potuto seguirla. Abbiamo creato il personaggio con la voce: prima è una ragazza semplicissima che vive in un paese di provincia, molto dolce, molto ingenua; poi invece ha un risveglio, una crescita emotiva e intellettuale molto veloce grazie a questa causa fantascientifica che succede solo nei film purtroppo… Mi sono molto divertita!

Per quanto riguarda la voce ho seguito tantissimo Reese Witherspoon che è stata fichissima, ma ho anche fatto mio il personaggio, grazie all’animazione che ti permette di non avere di fronte un attore in carne e ossa da seguire al cento per cento, ma ti concede, doppiando, di creare un tuo approccio. Perciò ho trovato la mia dolcezza iniziale, la mia grinta finale, le ho messe in scena anche attraverso la voce che prima è più piccola, più ingenua, e poi diventa più enorme, più Ginormica.

Leggi anche: Mostri contro Alieni

Che cosa hai tenuto della linea tracciata da Reese Witherspoon e che cosa hai fatto in maniera diversa?

A livello di intenzioni, ho cercato di seguire il più possibile quello che ha fatto Reese, un premio Oscar, che anche solo per questo mi sembra degno di essere seguito. Poi per alcune intonazioni, invece, c’è una certa differenza anche perché noi siamo italiani e abbiamo un altro modo di dire le cose, di essere divertenti, e questo film è pieno di battute, è corale, e ci sono dei momenti in cui i personaggi si devono intonare gli uni con gli altri. Ho visto il film in originale e sono stata l’ultima a doppiare, quindi ho potuto risentire anche come eravamo venuti tutti quanti insieme, e ho riscontrato una differenza.

Credo che anche chi ama i film in lingua originale si divertirà a vederlo doppiato perché la nostra ironia è diversa a partire dall’intonazione, e noi ci siamo divertiti a creare un doppiaggio nostro, con una nostra ironia. Quando uscirà il DVD, e potrete vedere il film in due lingue, vi renderete conto di quanto siamo stati bravi, sia noi che loro, e di quanto abbiamo reso il film un film italiano, essendo un cartone animato per i bambini che, così, si divertiranno a sentire le battute nella loro lingua.

Prima hai parlato della differenza tra il doppiaggio di un personaggio in carne e ossa e quello di uno animato, ma a volte capita anche che un doppiatore dia la sua voce sempre allo stesso attore. Come diventa il lavoro a quel punto?

È molto più interessante: anche per me ci sono delle attrici che doppio più spesso, come ad esempio Keira Knightley, che ormai conosco già, so già come parla, ha sempre un tono di voce molto sensuale, molto di fiato, quindi so già a cosa andrò in contro – e quindi è anche molto più facile.

Chi non è mai stato in una sala di doppiaggio non sa che noi doppiatori arriviamo lì che non abbiamo visto il film, ci raccontano prima la scena e subito si comincia. Per questo film ho fatto in tre giorni quello che era stato fatto in tre mesi! Quindi quando doppi un attore che già conosci è più facile, anche se una grande attrice si spera che cambi ogni volta che interpreta un personaggio nuovo, facendo pause diverse, modificando il modo di parlare, a volte più lento, a volte più serrato.

Io amo il fatto che ci sia la possibilità di dare sempre la stessa voce in modo che si leghi a un attore, anche perché così, oltre a essere più naturale per lo spettatore, è tutto più intonato.

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Prima di oggi ti era mai capitato di incontrare un’attrice che hai doppiato?

No, infatti sono molto contenta di aver conosciuto Reese,  sia perché sono una cinefila, e quindi mi emoziona sempre incontrare un attore in carne e ossa, sia perché mi fa piacere che lei possa conoscere chi aggiungerà qualcosa al suo film.

Che ti ha detto?

È stata molto carina! Ora non vorrei generalizzare, ma ho l’impressione che gli americani siano persone sempre molto carine, molto informali! Lei è stata davvero friendly, davvero amichevole!

Si dice sempre che i doppiatori italiani siano i più bravi al mondo, ma anche che un film vada visto in lingua originale. Tu cosa ne pensi di questo paradosso?

È una domanda difficilissima perché non posso andare contro il mio lavoro, ma io sono sia una cinefila che un’attrice. Quindi devo essere piuttosto “tenera” nella risposta, ma devo anche difendere il lavoro dell’attore. A me i film piace guardarli doppiati per vedere il lavoro dei miei colleghi, ma anche in lingua originale, proprio perché sono una cinefila. Ma tanto li vedo sempre due volte perché mi piace cogliere ogni particolare – ma anche tre, quattro o cinque!

Il film va visto doppiato perché così te lo segui tutto senza dover leggere i sottotitoli e poi in lingua originale per godere del lavoro dell’attore. Inevitabilmente noi doppiatori, un po’ per la velocità, un po’ per l’indole stessa del lavoro, aggiungiamo o togliamo qualcosa. Io stessa, per un film interpretato da me che poi viene doppiato in Spagna o in Francia, amerei che gli spettatori vedessero anche come io l’ho interpretato, con le mie intonazioni e le cadute di voce che sono nate sul set, e che poi magari in sala doppiaggio si perdono. Quindi consiglio a tutti di vedere i film due volte!

Parliamo della tua carriera d’attrice: quali sono i tuoi prossimi progetti?

Questo è un momento felice della mia vita! Ho appena girato un film che si intitola La bella gente per la regia di Ivano di Matteo con Monica Guerritore, Antonio Catania, Elio germano, Iaia Forte, un grande cast. In Italia poi si realizzano tantissime commedie perché noi amiamo ridere e rilassarci. Infatti farò anche una commedia, ma questo film è un pochino più autoriale, serio, è una fotografia ironica della nostra borghesia, descrive la bella gente italiana in modo ironico ma profondo, l’ho trovato molto interessante.

Adesso sto per iniziare a lavorare con Nicolas Vaporidis, una commedia all’italiana giovanilistica che si chiamerà Tutto l’amore del mondo, per la regia di Riccardo Grandi, un regista di pubblicità che esordisce al cinema. È la storia di questo ragazzo che deve scrivere una guida di tutti i posti romantici. Giriamo a Parigi, Barcellona e in Olanda. Sono fomentatissima perché siamo tutti giovani, affiatati e intenzionati a fare una cosa bella.

Rivelaci qualcosa di più sulla trama…

Per ora so che il mio fidanzato probabilmente lo farà Fabio Troiano, ma non c’è niente di certo. È un film corale, i due protagonisti saranno Nicolas e una ragazza che stanno ancora scegliendo, preferirebbero un’esordiente. Ci sono anche tante altre proposte in ballo per me, ma come andranno non lo so.

Quali sono le difficoltà che una giovane attrice può incontrare?

Per me è stato difficile fare questo lavoro perché sono una persona molto fragile, anche se magari non sembra, e questo è un lavoro che distrugge una persona fragile! Devi essere sempre pronta ai no – e ce ne sono tanti – fino a che non  prendi quell’onda di fortuna che si aggiunge al talento. Io ho sofferto tanto per tutti i no che ho ricevuto e anche per il fatto di far parte di una famiglia di attori, doppiatori, registi.

Tutti danno per scontato che questo possa aiutarti. Invece non è così: ci sono dei no detti proprio perché fai parte di una famiglia, o dei sì che gli altri pensano che siano dovuti al fatto che tu faccia parte di una famiglia. In realtà devi guadagnarti tutto, tutti i figli d’arte che conosco fanno tanta fatica, come per esempio Alessandro Gassman che sta facendo delle cose in America e ci ha messo tanto per dimostrare che non era solo il figlio di Vittorio Gassman.

Lo stesso vale per il mio parente acquisito Gianmarco Tognazzi. Non conta niente essere “figli di”, a volte è addirittura un fardello perché ti paragonano di continuo. Io comunque devo molto alla mia famiglia, perché è meravigliosa e mi è stata sempre vicina, mi ha aiutata anche lavorativamente dandomi consigli.

Quanto è importante avere un compagno che condivide con te tutto questo?

Luca, al di là del lavoro che fa, è una persona meravigliosa. Mi sento molto fortunata, sia per il momento lavorativo che sto vivendo, che sul lato affettivo! Luca è una persona semplice che, nonostante il grande successo che sta avendo, non è mai presuntuoso, non viene mai a dire qualcosa che sia più di un consiglio. A volte sono io, dato che faccio parte di questo mondo da più tempo, che sto lì a dargli indicazioni su come fare. Lui è sempre delicato, è il tipo che dice “Io farei così ma tu fai come vuoi”. Non è mai aggressivo.

Dai, che forse è un po’ fortunato anche lui…

Be’, non ve lo volevo dire, ma siamo molto felici… Leggendo anche le sue interviste, vedo che mi mette sempre su un piedistallo e le persone, se sanno leggere quelle parole, si rendono conto che anche lui è fortunato perché parla talmente bene di me che si capisce che è felice, e quindi anche fortunato.

Ma com’è il rapporto lontano dai riflettori?

Non è semplice anche perché spesso la privacy viene un po’ violentata e a volte anche le foto mentre sei al bar a mangiare la pizza, sporco di pomodoro, vengono pubblicate. Fino a che sei in un posto dove ti aspetti di essere intervistato, è tutto più programmabile, mentre se vieni paparazzato è più faticoso perché non ci si rilassa mai. D’altro canto dà anche tanta soddisfazione perché vuol dire che la gente ti ama, che ha riso o ha pianto quando ti ha visto.

Dopo Diverso da chi? sei gelosa più di Claudia Gerini o di Filippo Nigro?

Di nessuno dei due! Di Filippo no perché conosco la sessualità di Luca, e neanche di Claudia che è incinta… Sono stata gelosa, anche perché è inevitabile per me, mi immedesimo talmente tanto nei film che mi sembra tutto vero!

Tornando al doppiaggio, alla polemica originale/doppiato: molto spesso i critici e il pubblico intellettuale se la prendono con voi doppiatori dandovi la colpa se un film doppiato non rende quanto l’originale; una buona volta lo vogliamo dire che non siete l’ultimo passaggio? Insomma, dopo di voi c’è il sound editing, che è anche una categoria agli Oscar!

Non mi è mai capitato di leggere un articolo dove i critici fossero furenti contro il doppiaggio, o almeno non per i miei film! (ride) Comunque è vero: noi non siamo gli ultimi e spesso abbiamo dato qualcosa in più ai film, soprattutto a quelli comici. Ad esempio io ho doppiato Lo spaccacuori e il doppiaggio italiano era divertentissimo, per uno spettatore italiano non sarebbe stato altrettanto divertente vederlo in inglese. L’adattatore e il direttore del doppiaggio, che era mia zia, si sono inventati delle piccole battute ancora più divertenti di quelle americane grazie a delle piccole variazioni.

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