“Chi è lo stronzo che ti ha rovinato le rom com?” – Questa è la battuta che ti fa amare Holidate. Anche perché dopo Emma Roberts elenca alcune delle sacrosante ragioni per cui le commedie romantiche stuccano, pur stando dentro a un film che quegli archetipi li ha tutti. Irresistibile.
È giusto considerare Holidate un film di Natale?
Alcuni direbbero di no, dal momento che il concetto copre ogni tipo di festa. Di fatto, però, è un film concepito per il Natale, che copre l’arco temporale di un anno, da Natale a Natale e che, soprattutto, non gira intorno al fatto che la festa più triste in cui essere single è proprio il Natale. No, non il San Valentino, quando te ne puoi stare per fatti tuoi sul divano con la cioccolata, ma il periodo natalizio, quando tutti i parenti rompono gli zebedei giudicando la tua vita pur non capendo nemmeno cosa fai di mestiere e ti chiedono cosa aspetti a scodellare un paio di pargoli, come se fosse la domanda meno invadente del mondo.
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Ma facciamo un passo indietro e capiamo cosa sia un “Holidate”. Nulla più che un amico con cui passare le festività. Un appoggio, una compagnia, qualcuno con cui andare alle feste o dai parenti e non essere da sola, costretta a mangiare al tavolo dei bambini (che comunque se avete uno zio razzista, resta la cosa migliore, fidatevi). Ed è così che Sloane decide che Jackson, incontrato per caso al centro commerciale, possa essere il suo holidate, quello con cui passare le feste divertendosi senza alcun impegno. E niente sesso, che quelli sono altri film, altre rom com, altri cliché.
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Non manca nulla, nemmeno l’ex che si è trovato una nuova e giovane fidanzata subito, con conseguenti imbarazzi e traumi – da cui ancora una volta sarà l’holidate a liberare la bella – e nemmeno gli stereotipi maschio/femmina. Certo, c’è da dire che il film è del 2020 e in cinque anni di strada ne abbiamo fatta, almeno al cinema, per migliorare un po’ la verbalizzazione dei generi.
Il cast, soprattutto quello femminile, è collaudato: dalla bella Emma Roberts dagli occhi di cerbiatta a Frances Fisher, condannata al ruolo della madre stronza sin da Titanic, passando per Kristin Chenoweth, che da Pushing Daisies in poi ha conosciuto una vera e propria rinascita nei film di Natale. Jackson invece lo abbiamo visto nel remake di Point Break. Cioè, voi lo avete visto, forse.
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E prima di questo film probabilmente non vi sarete mai resi conto che esistono così tante festività, anche perché alcune in effetti si possono passare anche senza “amico di feste”, come San Patrizio, ma alla fine se ci si diverte che male c’è?
Oltre a una risoluzione scontata e plateale, intendevo. Perché in queste commedie il momento della dichiarazione, delle scuse, del disvelamento deve essere sempre in un discorso pubblico o comunque di fronte ad altre persone. Non bastiamo noi del pubblico, già spettatori e presenza fittizia: il cliché vuole proprio momenti di imbarazzante e melensa sincerità che se qualcuno lo facesse a me, lo radierei dalla mia vita.
Ma è una rom com. Rassicurante proprio perché prevedibile. E alla fine, poi, le rom com che ti hanno fatto?


