Scoprendo Forrester racconta la storia del rapporto fra William Forrester, un romanziere solitario ed eccentrico, ed un giovane studente suo ammiratore, che cercherà in ogni modo di diventare suo allievo, grazie al suo straordinario talento nella scrittura.
Nell’era dei computer, dei mouse e delle tastiere super sensibili, il rumore dei tasti di una macchina da scrivere meccanica sembra quanto di più lontano dalla moderna concezione di scrittura si possa pensare in questi strani giorni. Eppure il fascino del foglio bianco sporcato dal malsano inchiostro del nastro scorrevole resta intatto nel corso degli anni, in attesa di un capolavoro immortale uscito dal rullo di una Epson a getto d’inchiostro.
Questa è la forza di Scoprendo Forrester
L’incredibile capacità di trasmettere l’importanza della parola scritta attraverso suoni, atmosfere ovattate, colori caldi, attente sospensioni spazio-temporali che fanno vivere intensamente il terrore della pagina bianca e la gioia della creazione di getto. E di getto conduce la danza Gus Van Sant, nel cui cinema ricorre il tema della guida e dell’insegnante (vedi Will Hunting – Genio ribelle), qui trattato con fascino e mistero, creando un Salinger per il grande schermo molto ben reso da uno Sean Connery al suo meglio, e costruendo la narrazione per forti contrapposizioni, dalla scuola nel Bronx a quella dei quartieri alti, dalla calma glaciale della casa dell’appartamento di Forrester al tifo sfrenato delle partite di basket.
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E proprio lo sport costituisce un importante filo conduttore socio-sportivo, ennesimo confronto generazionale, quello tra la pallacanestro alla velocità della luce del giovane Jamal e il baseball dell’epoca d’oro, ricordo indelebile nella vita dello scrittore eremita.
Proprio in questo si apprezza la costruzione della figura del personaggio Forrester che racchiude le caratteristiche degli scrittori che hanno segnato il ‘900 letterario statunitense, dal citato Salinger a Thomas Pynchon, i due “scomparsi” per eccellenza, così come Ring Lardner, cantore delle gesta sportive dei più grandi campioni fino agli anni ’30 (nonchè maestro di Ernest Hemingway), fino ai vari Robert Coover, Bernard Malamoud e Philip Roth che attraverso i loro romanzi hanno raccontato luci e ombre della storia e della società americana del xx secolo.
Scoprendo Forrester è più di una normale storia di formazione, grazie alle numerose raffinate sottotracce che un regista dotato come Van Sant è riuscito a trattare con l’usuale intelligenza, scandendole con una colonna sonora fatta di tasti di macchina da scrivere e Miles Davis. E ora scusate, ma vado a rispolverare la mia vecchia Underwood.


