28 ANNI DOPO
Ma come, il film di Danny Boyle non è un Astariti? Lo sarebbe, in fondo parliamo di un regista che ha girato un film di culto e ha rubato sette Oscar con un’operetta mediocre, nel più puro spirito hollywoodiano. Ma quando lavora con Alex Garland, e non litigano (cosa che credo sia accaduta nuovamente proprio sul set di questo film), questi due insieme sono quanto di più lontano che ci sia dal secchione che impara a memoria.
La terza parte della saga degli infetti è un film sovversivo, se la prende un po’ tutti, con la chiesa, con il governo, con l’Europa, con i padri. Salva la scienza e le mamme, perché qualcuno era comunista, ma la mamma no. Soprattutto prosegue con coerenza il percorso evolutivo e involutivo. Il primo degli infetti, il secondo di quell’umanità che crede di essere sana, quando in realtà è quella malata sul serio.


