La storia dell’umanità sarebbe potuta essere probabilmente diversa senza la prematura dipartita di alcuni personaggi che hanno lasciato un’impronta indelebile su questa terra, a dispetto del tempo limitato a loro concesso. John Fitzgerald Kennedy è stato uno di questi, e con lui suo fratello Robert, come pure il leader dei diritti civili Martin Luther King: tre persone unite dagli insegnamenti e dalle azioni ereditate da un altro grande uomo come Abraham Lincoln, quattordicesimo presidente degli Stati Uniti.
Eletto nel 1860, fu l’abolitore della schiavitù nel suo paese
Scelta che portò alla guerra fratricida tra gli stati del nord-est con quelli del sud della federazione americana. Lincoln fu un pilastro della politica e della società, un innovatore e un sognatore la cui vita fu spezzata dai colpi di pistola sparatigli da John Wilkes Booth nel palco di un teatro di Washington, esecutore materiale di un omicidio a lungo progettato da un gruppo di complottisti successivamente smascherati.
Quanto accadde dopo la sua morte e il processo che ne seguì viene raccontato da Robert Redford in The Conspirator attraverso l’odissea legale di Maryland Surratt, madre di John, unico complottiate sfuggito all’arresto. Accusata di essere a conoscenza dei fatti e di averli taciuti per salvare la vita al figlio, Mary si professa innocente, cosa di cui dovrà convincere anche il suo avvocato, l’ex ufficiale dell’esercito federato Fredrick Aiken, che finirà con il credere alla sua versione dei fatti, cercando di evitarle un’ingiusta condanna.
The Conspirator è stata per molti anni una delle sceneggiature bollenti di Hollywood
Senza mai trovare un regista che volesse gettarsi in un progetto dalle implicazioni politiche attualissime che fanno parte della storia stessa degli Stati Uniti. Le stesse considerazioni e gli stessi dubbi che vengono affrontati nel film si possono infatti applicare alle morti eccellenti già citate, ma anche alla tragedia delle Torri Gemelle, eventi che hanno segnato il paese e che hanno avuto inevitabili ripercussioni sul mondo intero.
“Non ho mai pensato di scrivere una piece sull’11 settembre”, ha dichiarato lo sceneggiatore James Solomon, sebbene le identità siano evidenti “anche se non volute”, ci tiene a sottolineare Redford.
“Ci sono dei parallelismi tra il tribunale militare che ha giudicato Mary e quelli dei detenuti di Guantanamo. Gli avvenimenti contemporanei evidenziano in modo interessante le somiglianze tra le due situazioni. Sarà il pubblico a decidere”.
L’ex sex symbol, oggi Mr. Sundance, Robert Redford non si è ovviamente tirato indietro di fronte a una storia che si inscrive molto bene nella sua filmografia, composta in larga parte da opere di denuncia: dalla sua ultima regia, Leoni per agnelli, a film che in maniera trasversale e molto più efficace hanno scardinato il sogno americano, come il suo esordio da Oscar Gente comune, vivisezione dell’istituto familiare americano, o il caustico Quiz Show, film che una ventina d’anni fa anticipava la trash TV del XXI secolo svelando le menzogne dei broadcaster dei Mad Men.
LEGGI ANCHE: Leoni per agnelli, la recensione del film di Robert Redford
Come sempre Redford, da attore di razza, ama dirigere persone di talento, per questo il cast di The Conspirator è composto da interpreti di eccellente livello, a partire dalla sventurata Mary Sutton, incarnata sullo schermo dalla sempre bravissima Robin Wright, non più Penn, mentre il suo avvocato difensore è James McAvoy. Coppia sontuosa, ma il cast di contorno non è da meno, dato che facendo un mero elenco troviamo Justin Long, Tom Wilkinson, Evan Rachel Wood, Alexis Bledel, Johnny Simmons, Danny Huston, Colm Meaney e, ultimo ma non meno importante, Kevin Kline.
Anche dal punto di vista produttivo lo sforzo è stato imponente, dovendo ricreare la capitale federale di centocinquanta anni fa, e oltre alle scenografie e ai costumi, gran lavoro è stato fatto da Newton Thomas Siegel, direttore della fotografia dal gusto sopraffino che ha voluto infondere al film un look visivo assai particolare e che ben si adatta ai toni foschi del racconto.
The Conspirator, che la 01 Distribution porta nelle sale italiane dal 22 giugno, è quindi un thriller storico (dal finale già scritto, che non sveliamo a chi non lo conoscesse) scritto e girato con gli occhi al presente, tanto per ricordare che la storia è fatta di corsi e ricorsi e che la vera grande tragedia che ha da sempre afflitto l’umanità è l’uomo stesso.


