Il protagonista di Estate romana è Salvatore è uno scenografo piuttosto pigro e svogliato che vive a Roma. Ad aiutarlo nel lavoro c’è la sua assistente Monica. Una mattina all’alba ritorna improvvisamente la proprietaria della casa, Rossella. Il suo arrivo coincide con l’inizio di un’interminabile serie di avventure tragicomiche, che porteranno Salvatore, Monica o Rossella a vagare attraverso la città , intasata dai cantieri del Giubileo. Su questo fondale si muovono, intrecciandosi brevemente, le vite precarie dei tre protagonisti.
Matteo Garrone dice di essere solo uno dei tanti registi indipendenti italiani
Tradendo così la sua naturale modestia e timidezza. In realtà, non sono così tanti quelli che come lui riescono a trovare il coraggio di produrre i propri film, usufruendo così di una invidiabile libertà creativa che gli permette di sviluppare la sua poetica.
In Estate romana tornano i temi tipici del cinema di Garrone, quelli dell’incomunicabilità, del male di vivere, della solitudine, trattati qui con una maturità che era già nell’aria nel precedente Ospiti, ma che esplode qui grazie ad una struttura narrativa equilibratissima. I personaggi principali vengono descritti con pienezza, dando quindi un senso preciso alle ragioni dell’incomunicabilità. Un malessere amplificato dal contrasto tra i vuoti della città e la confusione dell’estate romana istituzionale, fatta di musica, giochi e persone che cercano un’illusoria comunione con il prossimo.
Garrone tratteggia persone, non personaggi, uomini e donne che hanno una vita che continua fuori dalla realtà cinematografica (significativo in questo senso il ritorno del timido e distratto fotografo protagonista di Ospiti), dando all’insieme un ulteriore senso di disagio, stemperato comunque da divertenti intermezzi.
Estate romana è un film importante per il cinema italiano
Un’opera che ci conferma la presenza nel nostro panorama di un autore a tutto tondo da tenere d’occhio in futuro, sperando che questo suo nuovo lavoro possa intanto avere la visibilità che si merita.


