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Vi presento i nostri
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Vi presento i nostri, scontro finale

Emanuele SacchiBy Emanuele Sacchi2 December 2011Updated:2 October 2019No Comments4 Mins Read

Si sono fidanzati, si sono sposati e adesso hanno anche avuto l’ardire di mettere al mondo una coppia di gemelli. Per Pam e Greg Fotter essere genitori porta con sé tutte le problematiche dell’essere figli. L’albero genealogico si completa e così anche una delle saghe comedy più riuscite degli ultimi tempi, con il terzo episodio dal titolo Vi presento i nostri.

Non uno di meno, anzi…

Per replicare il successo delle pellicole dirette da Jay Roach, Vi presento i nostri aveva bisogno di tutte le carte vincenti che avevano fatto parte dei fortunatissimi, e ben riusciti, mazzi precedenti. È davvero un piacere scoprire che
sarà possibile ritrovare la dolcezza della Pandorina Teri Polo, gli sguardi sagaci da moglie paziente di Blythe Danner, il bravo ragazzo per eccellenza Owen Wilson e la deliziosa follia della coppia da Oscar Streisand – Hoffman, anche se la partecipazione di quest’ultimo è stata in dubbio fino all’ultimo. Ma, ovviamente i riflettori sono puntati sul duo di nemici da commedia che, se centrerà di nuovo il bersaglio, entrerà giustamente nell’albo d’oro delle risate. E i presupposti per una buona riuscita non mancano, soprattutto per quel che riguarda l’affiatamento tra i due.

“Sono finalmente riuscito a chiamarlo Bob senza farmi problemi dopo dieci anni”, ha dichiarato Stiller dimostrando un entusiasmo decisamente pari a quello del suocero De Niro che si è divertito a tal punto da voler girare ogni scena, compresa quella di una folle lotta dentro una piscina per bambini con le palline, senza controfigure. Tutto questo poteva essere già sufficiente, ma Paul Weitz avrà a disposizione anche alcuni assi nella manica tra cui Jessica Alba, che tenterà di sedurre Greg Fotter, e Harvey Keitel, per l’ennesima volta accanto a De Niro dopo il primo incontro dovuto a Martin Scorsese.

L’importanza della tradizione

Qual è il segreto del successo dello scontro Fotter-Byrnes? Di certo una sceneggiatura che ha capito quali erano i punti forti della prima pellicola e li ha riproposti nella seconda dando vita a una variazione sul tema intelligente perché mai pedissequa e scontata. Così al caro Sfigatto si è affiancato il cagnolino – mai l’uso del diminutivo fu più adatto – Mosè e ritornano sintagmi come “ti tengo d’occhio” (con tanto di inseparabile mimica) e “il cerchio della fiducia” che, utilizzati in contesti perfettamente coerenti con il carattere dei personaggi e con le situazioni del momento, hanno finito con l’assumere il suono di espressioni familiari, seriamente familiari, e quindi hanno funzionato da segnale luminoso in grado di avvertire che la risata era dietro l’angolo rendendola ancor più fragorosa.

Ora la sfida si è fatta più complessa: non si tratta più di creare le tradizioni dei rigidi Byrnes o dei deliranti Fotter, ma di dare a queste due realtà un’area di incontro del tutto nuova costituita dal nucleo familiare a parte creato da Greg, Pam, fino a questo punto quasi marginali, e dalla loro coppia di gemelli necessitanti di una buona scuola, di una casa accogliente e di una festa di compleanno in piena regola. Si tratta di inserire una mitologia precostituita in un
ambiente che da essa deriva ma che, allo stesso tempo, necessita di autonomia. Incontrare gli altri può essere difficile, ma presentare se stessi è la sfida più dura.

Una solida famiglia alle spalle

Dunque ridere, o meglio far ridere, non è affatto una semplice cosa. Per questo oltre a un cast all star, anche tutti gli altri nomi dovevano essere scelti con estrema cura. Un regista come Paul Weitz, che da un lato ha a suo favore una certa sensibilità nel trattare i rapporti umani dimostrata in About a Boy, dall’altra non può di certo dirsi a digiuno di commedie avendo girato American Pie, appare a prima vista una decisione oculata. Forte della sua esperienza, ha potuto trasformare in pellicola quanto scritto da John Hamburg, cosceneggiatore dei due capitoli precedenti che
aveva già dato dimostrazione del suo estro in altre due pellicole con Stiller come protagonista:  …e alla fine arriva Polly e Zoolander.

Questi due uomini e, ovviamente, tutta la numerosa troupe che con loro ha collaborato, hanno la responsabilità di dare un lieto fine a una saga fortunatissima, che ha incassato ben ottocento milioni di dollari, e che con Vi presento i nostri dovrebbe trovare una conclusione definitiva da cui è lecito aspettarsi tanta allegria, qualche sorpresa (una lotta in un piscina di palline promette bene) e, perché no, anche una certa dose di calore familiare.

Barbra Streisand Ben Stiller Blythe Danner Dustin Hoffman John Hamburg Owen Wilson Paul Weitz Robert De Niro Teri Polo
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