Da anni si attende una riduzione cinematografica degna di questo nome per i personaggi dell’universo a fumetti della Bonelli. Dopo Tex e il signore degli Abissi, goffo ma sentito tentativo a opera di Duccio Tessari, ecco arrivare addirittura dagli Stati Uniti Dylan Dog.
Figlio di una gestazione lunga e complicata, il film diretto da Kevin Munroe, però, è lontano parente del fumetto creato da Tiziano Sclavi. Da una parte per i tanti paletti imposti dai diritti d’immagine di molti elementi indispensabili (Groucho, il maggiolone etc, ) e anche dai costi che avrebbe avuto realizzarlo nella più consona location londinese.
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Ci ritroviamo invece a New Orleans, dove un investigatore privato vede piombarsi addosso il suo misterioso passato, fatto di zombie, vampiri e licantropi, per impedire che un potentissimo demone torni sulla Terra portando morte e distruzione.
Dylan Dog, il film è alla fine un mediocre horror, noioso e dall’incerta fattura, interpretato svogliatamente dall’ex Superman Brandon Routh, anche lui poco convinto di questa strana operazione commerciale.


