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David 2020 flash mob
Focus On

David 2020, flash mob per insegne e cervello

Alessandro De SimoneBy Alessandro De Simone7 May 2020Updated:7 May 2020No Comments6 Mins Read

La serata dei David 2020 è alle porte. Il cinema italiano si celebra e premia le eccellenze del 2019, una festa quest’anno provvidenziale, e per l’occasione l’Accademia del cinema italiano e le associazioni di settore, hanno organizzato un flash mob che vuole essere di buon auspicio per il futuro.

I cinema riaccendono le luci insieme ai David 2020

In contemporanea con la 65a edizione dei Premi David di Donatello, in diretta venerdì 8 maggio su Rai 1 dalle ore 21.25, le sale cinematografiche italiane riaccenderanno, per una sera, le insegne e gli schermi, in attesa della riapertura e di un ritorno alla normalità.

Il flash mob, organizzato da ANEC con hashtag #riaccendilcinema, intende lanciare un messaggio simbolico agli spettatori, agli operatori e alle istituzioni con il quale si sottolinea l’importante funzione sociale che le sale svolgono quotidianamente sul territorio come luoghi di incontro, partecipazione e scambio culturale, e si evidenzia la necessità di un progetto strategico per il rilancio del settore. A seguito del lockdown, infatti, 1.600 sale cinematografiche hanno sospeso la loro attività, per un totale di 4.200 schermi su tutto il territorio nazionale.

“Le sale cinematografiche italiane riaccendono le proprie luci con l’augurio di un ritorno alla piena normalità a nome di tutta l’industria del cinema – ha detto Mario Lorini, Presidente dell’ANEC – Vogliamo lanciare un segnale importante per ricordare a tutto il pubblico che le sale cinematografiche ci sono e attendono il momento giusto per riaprire. In quel momento, avremo bisogno di tutto il calore e la passione dei nostri spettatori”.

Il cervello è sempre acceso, in cerca di soluzioni

Non hanno smesso un attimo di funzionare le rotelline nella testa di tutti i professionisti del cinema. In questi mesi il primo pensiero è andato sempre alla riapertura delle sale, chiedendosi soprattutto quando, compatibilmente con il decorso del Covid-19, in Italia prima di tutto, e nel resto del mondo.

Resto del mondo che va però osservato con attenzione anche da parte dei nostri operatori, per cercare spunti e soluzioni che possano, almeno inizialmente, l’emorragia economica, e anche di abitudine alla sala da parte dello spettatore.

Facendo un rapido tour, la prima tappa è la Svezia. E non potrebbe essere altrimenti, dato che gli eccentrici scandinavi hanno cercato di mantenere le loro abitudini più o meno intatte, cinema compresi. Le sale della Svenska Bio, per esempio, seconda catena del paese con oltre 200 schermi, rimasti tutti attivi.

“Gli svedesi sono nati socialmente distanti”

Lo ha dichiarato al The Guardian Peter Fornstam, il fondatore di Svenska Bio, evidentemente parafrasando il Terence Hill di Due superpiedi quasi piatti. Aperti, ma naturalmente con delle regole ben precise. Non più di cinquanta spettatori a spettacolo, postazioni con l’igienizzante per le mani a ogni angolo, e soprattutto una serie di idee brillanti tirate fuori dal cilindro dal sessantacinquenne Fornstam e il suo team.

Le sale sono infatti disponibili in affitto, ad esempio per il gaming, e poi per il Bio on Demand, ovvero il noleggio della sala per poter vedere un film di proprio gradimento con una comitiva di amici. Iniziativa che ha avuto un gran successo e che aveva suggerito anche Michele Crocchiola, responsabile del cinema Stensen di Firenze, durante una delle serata in streaming organizzate da Pop Up Cinema di Bologna.

Perché Fornstam abbia optato per questa coraggiosa scelta di non chiudere lo spiega con un aneddoto degno de Il dittatore dello stato libero di Bananas.

“C’è una specie di barzelletta qui in Svezia. Se a tutti gli svedesi venisse detto di indossare sempre un calzino blu e uno giallo, nessuno discuterebbe la decisione. Ma chiederebbero se il colore del calzino possa far venire il cancro”.

Più chiaro di così…

Drive in? No, grazie. Arene? Sì, volentieri

Le serate del Pop Up Cinema, organizzate da Andrea Romeo, fondatore e direttore artistico fino all’edizione 2019 del Biografilm Festival, e fondatore anche di I Wonder Pictures, distribuzione coraggiosa a dir poco, sono state un momento importante di confronto per l’industria.

Si è parlato molto di festival, della Mostra del cinema di Venezia, di Cannes, ma anche di Far East Film Festival, Mostra del cinema di Pesaro e altri. Si è parlato di produzione, argomento spinosissimo, soprattutto a causa dell’annosa questione delle assicurazioni sui set, cosa che si riflette inevitabilmente sui lavoratori dello spettacolo in generale. E si è parlato molto di distribuzione ed esercenza.

Il problema di far uscire è stato in parte aggirato con l’approdo direttamente in VOD o in SVOD. La Universal ha aperto la strada, creando non poche polemiche negli Stati Uniti per la sua scelta, con L’uomo invisibile, The Hunt, Trolls 2: World Tour.

Alcune produzioni italiane hanno scelto la stessa strada, tra cui anche l’attesissimo Favolacce dei Fratelli D’Innocenzo, vincitori del premio per la migliore sceneggiatura all’ultima Berlinale. Se questa sia stata la scelta migliore lo sa Vision, che il film l’avrebbe dovuto distribuire in sala. Certo, essendo la costola cinematografica di Sky e considerando che il film va in VOD anche sul canale Prima Fila della piattaforma, la cosa senz’altro non è sconveniente, in tutti i sensi.

Si è parlato insistentemente dell’ipotesi Drive In. Sono questi i momenti in cui il cinema viene in soccorso. Usando le immortali parole di Armando Pellicci detto Er Pomata:

“‘na stronzata così nun s’era mai sentita da quanno l’omo inventò er cavallo”

Immaginate lo scenario. Milano, esterno sera, 27 luglio. Una distesa di auto di fronte a un grande schermo illuminato. Tutte accese, perché tra autoradio per sentire l’audio del film in FM e aria condizionata per non morire lessati, alla fine della visione il drive in si trasformerebbe in parcheggio degli elefanti, con pletora di elettrauto avvoltoi pronti con gli starter a 20 euro ad accensione. Basti questo.

Molto meglio le arene, anche per le prime visioni. Le distribuzioni sono sempre state restie a offrire le anteprime ai cinema all’aperto, dato che il rischio di pirateria è molto alto. Ma una volta strappato il sipario, fornendo file in alta definizione che si possono comodamente filmare a casa e poi mettere sulle reti di torrent, anche questo tabù viene a cadere.

Ben venga il cinema all’aperto, soprattutto in Italia, dove in alcune regioni potrebbe andare avanti tranquillamente fino a ottobre. Sarebbe la ripartenza migliore e immediata. Il Nuovo Sacher di Nanni Moretti ha una delle più belle arene d’Italia. Speriamo sia lì che il pubblico possa godere per la prima volta di Tre piani, il suo nuovo attesissimo film, che sarebbe dovuto uscire, come da tradizione morettiana, in aprile.

Insomma, evviva le insegne e gli schermi accesi a illuminare la notte dei David. Sosteniamo le sale cinematografiche, anche perché accendere quelle luci domani sera potrebbe essere un costo insostenibile per molte di loro.

Finiti i premi, le luci si spegneranno, ma i cervelli devono restare accesi, per far sì che non resti solo un vecchio frac.

 

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Alessandro De Simone
Alessandro De Simone
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Critico, ufficio stampa, festival programmer, esperto di cinema sportivo. Tifoso del Napoli, dove è nato nel corso del XX secolo. Londra è la sua città, dove vive per la maggior parte del tempo. Ha fondato The Cinema Show nel 2010, come primo mensile esclusivamente per iPad in Italia.

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