Stormbreaker, ovvero: com’è difficile essere il nipote di un grande agente segreto di sua Maestà britannica. Soprattutto se sei un adolescente costretto a prendere il suo posto per salvare il mondo dal più potente computer mai creato, proprietà di un super malvagio che fa sembrare Ernst Stavro Blofeld una mezza calzetta e la Spectre una confraternita di beneficenza.
Tutto questo succede ad Alex Rider, giovane protagonista di una fortunata serie di romanzi per ragazzi. Un vero e proprio James Bond a uso e consumo del pubblico giovanile.
Anthony Horowitz, fabbrica di successi
Sceneggiatore televisivo e creatore di universi letterari per ragazzi, Anthony Horowitz ha visto crescere il suo successo grazie alla saga di Alex Rider, cinque romanzi che hanno letteralmente sbancato nelle librerie del Regno Unito e non solo.
Ma Alex non è il solo ero d’azione nato dalla penna di Horowitz. Altrettanto fortunata è la serie dedicata ai Diamond Brothers, due giovanissimi detective che risolvono casi intrigati in giro per l’Europa.
Un grande successo letterario (in Italia edito da Mondatori) che non ha tardato a giungere sul grande schermo, grazie soprattutto all’infallibile fiuto dei fratelli Weinstein, ex signori Miramax che da quando hanno inaugurato la loro nuova casa di produzione non hanno sbagliato un colpo.
Il giovane Rider in Stormbreaker è interpretato da un esordiente assoluto, Alex Pettyfer, biondo e carino, sicuro rubacuori delle prossime stagioni cinematografiche, affiancato da una schiera di professionisti di assoluto valore.
Bill Nighy è l’M della situazione. Stephen Fry il Q che diventerà il beniamino degli addetti al product placement, dato che rifornisce Alex di ogni ben di Dio di consumo marchiato come una vacca al pascolo.
E poi Alicia Silverstone, Robbie Coltrane, Ewan McGregor nei panni dello zio del protagonista, e un villain di serie A, il grande Mickey Rourke, finalmente tornato nel cinema che conta e di nuovo padrone del suo incredibile talento.
Stormbreaker è una perfetta macchina da divertimento per ragazzi
Target ormai da anni lontano dal franchise di 007 di cui Alex è un clone perfetto, con la differenza che il giovine ha la strafottenza e la sfacciataggine tipica di chi è ancora nell’età evolutiva. Questo può essere un limite, ma anche un valore aggiunto per un film che ha nel suo DNA un seguito e forse anche più di uno, se l’operazione si rivelerà efficace.
Questo primo episodio, intanto, si lascia guardare con grande piacere. Per la maggior parte del tempo con il cervello sconnesso. Ottime le scene d’azione (molto bello il cat fight tra Alicia Silverstone e Missi Pyle), ben gestite dal regista Geoffrey Sax, di cui ricordiamo l’interessante White Noise con Michael Keaton. Ritmo sempre sostenuto e immancabile finale mozzafiato alla Bond.
Sorge un dubbio: che il restyling a cui stanno sottoponendo l’agente segreto più famoso del mondo non servisse a tamponare nuovi pericolosi contendenti in erba?


