Salvatore Maira è ricercatore di Letteratura italiana presso l’università La Sapienza di Roma, uno studioso attento che ha portato nel suo cinema la sua naturale vocazione alla divulgazione. Giovanni Andreini era un capocomico drammaturgo del nostro teatro barocco, ai più sconosciuto per la mancanza di riferimenti bibliografici, lacuna colmata ultimamente dallo stesso Maira e che alla base di Amor nello specchio.
È anche il titolo dello spettacolo che la compagnia di Andreini deve portare in scena in questa curata ricostruzione di uno dei periodi culturalmente più vivi della nostra storia teatrale, in cui le rappresentazioni erano caratterizzate da incredibili macchine atte a stupire il pubblico. Andreini non era da meno, ed era anche un profondo conoscitore dell’animo umano e di quello femminile in particolare, così come lo stesso Maira ama mettere in scena bei ritratti di donna.
La cosa si nota e ne trae giovamento questa elegante versione nostrana di Eva contro Eva, in cui le due prime donne da antagoniste, entrambe in lotta per l’amore di un uomo e del pubblico (forse l’amante più ambito), finiscono col diventare ben più che amiche…
Una struttura ribaltata rispetto a Mankiewicz, ma che esalta la figura dell’Andreini autore, preso dai suoi furori e dalle sue crisi creative.
Un film assolutamente anomalo per l’odierno panorama italiano, classico nello stile, colto, coraggioso (perchè i film in costume sono sempre un bel rischio, sembra che li possano fare solo gli altri, a noi sono vietati), stritolato tra tifosi e vacanze sulla neve, a colpi di american pie.
La coppia Anna Galiena – Simona Cavallari è molto efficace (Maira si dimostra ancora una volta ottimo direttore di attrici) e sprizza bellezza e sensualità da tutti i pori, ma la sorpresa (molto relativa, comunque) e Peter Stormare nei panni dell’Andreini: attore svedese, noto al grande pubblico per le sue collaborazioni con i fratelli Coen (Fargo, Il Grande Lebowsky) e visto anche in 8mm di Joel Schumacher, ma di cui pochi conoscono la sua brillante carriera teatrale, assolutamente perfetto nel costruire questo personaggio tormentato dalla sua arte e dall’amore per le sue prime donne.
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Ma, in fondo, c’è forse una miglior maniera di rovinarsi la vita?


