È un film ben radicato in saldi valori morali L’orecchio dei Whit, opera prima del texano William Blake Herron, per certi versi autobiografica e autoironica, un affresco del paesaggio texano, verde, sterminato e caldo sia per il clima, sia per l’indole dei suoi abitanti. Un racconto commovente e rilassante, che fa sentire a casa propria perché al centro della vicenda c’è la famiglia come valore assoluto e indiscutibile, come ricchezza inesauribile e come luogo a cui tornare sempre per ritrovare se stessi e gli altri e per risolvere ogni problema.
Siamo alla fine degli anni Sessanta e la famiglia Whit si ritrova per celebrare il funerale di nonno Sparta, capofamiglia saggio e scontroso, tipica figura di texano legato alla sua terra. Poco a poco emergono i conflitti interni alla famiglia, rancori antichi e recenti, sensi di colpa e problemi attuali in una carrellata di visioni e ricordi che narrano la storia dai risvolti mitologici dei Whit.
Tra le altre cose viene spiegata un’ossessione, quella della vedova che recide l’orecchio del marito morto e lo succhia proprio mentre nella stanza accanto si parla di dieta. Si scopre così che tutti gli Whit maschi hanno una dote: il loro orecchio è come una calamita a cui nessuna donna può resistere.
Con questa divertente trovata il regista ha inteso parodiare il forte machismo texano, senza pensare all’eventuale conseguenza di spettatrici altrettanto attirate dalle orecchie che ora sperano di incontrare un Whit almeno una volta nella vita.
Un film poetico e caldo, aiutato in questo dalla splendida fotografia di Bonvillain avvolgente e atmosferica quasi come un ricordo d’infanzia; un film corale, senza un vero protagonista, ma con ogni personaggio descritto in maniera particolareggiata, a tutto tondo, esseri umani, personalità vere e non figure bidimensionali appena accennate.
Uomini e donne fanno parte di due mondi lontani, incomprensibili tra loro, gli uni legati a tradizioni di forza e virilità, le altre troppo sensibili e pronte a capirsi nei momenti più impensati (ma anche a picchiarsi e a sporcarsi di terra in una scena in cui la sensualità supera la violenza).
Su tutti domina un bisogno di affermazione della propria personalità, di crescere e di farsi accettare dagli altri componenti della famiglia come dal resto del mondo: il piccolo Sparta che vuole mantenere la sua sensibilità senza deludere suo padre che vorrebbe iniziarlo all’uso delle armi, la sensualissima sorella Miranda che non ha paura di mostrare le sue passioni e nasconde un triste passato, il giovane dottore di colore che promette a se stesso di diventare il miglior medico della contea…
E se gli Whit maschi si tramandano la dote dell’orecchio e alla fine sono tutti uguali anche caratterialmente, le donne della famiglia non sono differenti da loro, visto che l’unica a capire le inquietudini di Miranda è sua madre che la appoggia con dolcissimi sguardi di approvazione divertita e non teme giudizi almeno quanto lei.
Vedere questa pellicola, capace di scatenare una sorta di catarsi visiva nello spettatore attraverso quella dei personaggi, aiuta a sentirsi meglio.


