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Fratelli per la pelle
Recensioni

Fratelli per la pelle

Alessandro De SimoneBy Alessandro De Simone16 April 2004Updated:27 August 2023No Comments3 Mins Read

Continuo a chiedermi come faccia l’America ad essere un paese così bizzarro. Sono rapidissimi ad andare a bombardare chi non la pensa come loro, ma anche bravissimi cantori delle tante diversità di cui è fatta la loro grande nazione. Non è un caso che gli autori più interessanti del cinema statunitense degli ultimi trent’anni siano proprio quelli che hanno analizzato, raccontato e, molto spesso, idealizzato la figura dello straniero, del freak o molto più semplicemente del malato.

Un fascino che non ha mai abbandonato i membri dell’Academy, tanto per fare un esempio pratico, sempre ben felici di premiare con una bella statuetta un paraplegico, un autistico, raggiungendo vette inenarrabili di piacere quando i menomati lo sono anche nella vita di tutti i giorni. Qualcuno si ricorda di Marlee Matlin, giovane attrice sordomuta, vincitrice dell’Oscar per Figli di un Dio minore? Appunto, speriamo di non ritrovarcela in qualche isola o fattoria nostrana assieme ad altre star decadute.

Queste non sono ciniche considerazioni di uno spietato recensore in perfetta forma fisica, cosa peraltro lontanissima dal vero, ma quanto di più vicino alla realtà dei fatti. È quanto deve aver pensato in questi anni Tim Burton, simpaticamente spietato nel mettere alla berlina i ‘suburbia’ con le loro casette colorate e il prato sempre in ordine.

LEGGI ANCHE: Tim Burton, Big Fish: “Edward Bloom vorrei essere io”

O Steven Spielberg, i cui squali e alieni sono nient’altro che proiezioni delle ataviche paure d’invasione dei WASP. Anche per questo il miglior film di fantascienza di Mr. Dreamworks è in realtà Prova a prendermi, in cui l’alieno Abagnale, di chiara origine italiana e outsider nei cromosomi, cerca di abbattere dall’interno quell’Impero che ha distrutto il suo pianeta-famiglia.

LEGGI ANCHE: Prova a prendermi

Per tutte queste ragioni il cinema dei fratelli Farrelly è da considerarsi preziosissimo per il panorama cinematografico statunitense e non è un caso che gli incassi di questa bizzarra coppia di fratelli calino in maniera direttamente proporzionale alla crescita artistica delle loro pellicole. Se Tutti pazzi per Mary era una divertente commediola in cui la poetica dei due registi e sceneggiatori veniva messa a disposizione di due star in ascesa come Cameron Diaz e Ben Stiller, già in Io, me & Irene le cose si facevano decisamente più complicate. Jim Carrey era il prototipo dell’americano di provincia, stressato e vessato, una bomba a orologeria, capace di defecare sul prato del vicino come di far saltare il quartier generale dell’FBI.

LEGGI ANCHE: E alla fine arriva… Ben Stiller

Il percorso è passato attraverso Amore a prima svista, in cui l’obiettivo colpito e affondato è la società dell’apparire, una sorta di American Psycho scritto dai fratelli Grimm, per poi arrivare a Fratelli per la pelle, dove i fratelli siamesi Bo e Walt (Disney? Whitman?) rappresentano in realtà nient’altro che la parte sana degli Stati Uniti, capace di aiutarsi a vicenda e di capire il prossimo, guardandolo senza pregiudizi.

LEGGI ANCHE: Amore a prima svista

I Farrelly tratteggiano l’America e la sua stupidità con poche rapide pennellate, colpendo l’industria del cinema e della televisione con azioni di guerriglia, complici anche compiacenti stelle arrabbiate per il trattamento che lo showbiz sta loro riservando.

Matt Damon e Greg Kinnear sono assolutamente perfetti, nei tempi, nei gesti, nelle caratterizzazioni, dando finalmente un senso fisico a quella parola che tanti critici usano con la stessa facilità degli articoli determinativi: corpo. Non quello di due uomini, ma quello di un popolo che riflette sul suo equilibrio.

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Alessandro De Simone
Alessandro De Simone
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Critico, ufficio stampa, festival programmer, esperto di cinema sportivo. Tifoso del Napoli, dove è nato nel corso del XX secolo. Londra è la sua città, dove vive per la maggior parte del tempo. Ha fondato The Cinema Show nel 2010, come primo mensile esclusivamente per iPad in Italia.

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