“007 una donna? Non sono d’accordo. Ian Fleming ha costruito il personaggio perché fosse un uomo. Se vogliono una donna, ne creassero uno nuovo”. Dichiarazione di pochi giorni fa, detta forse per non far dispiacere il marito Daniel Craig, fresco di rinnovo per un ultimo film nei panni di James Bond? Difficile. Rachel Weisz non è una donna influenzabile.
E non può che essere un pregio, da unire all’acuta intelligenza e alla straordinaria bellezza. Un melange di cui si accorse Bernardo Bertolucci, che la volle per Io ballo da sola, preludio a una carriera ricca di successi. Ma se per molti è l’Oscar il traguardo di una vita, la statuetta vinta nel 2005 come migliore attrice non protagonista con The Constant Gardener è stata liberatoria, le ha permesso di scegliere ruoli che esaltano una figura femminile moderna, indipendente e pericolosa in una società dominata dagli uomini.
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La Rachel nata dalla penna di Daphne du Maurier (autrice favorita di Hitchcock, vedi Rebecca e Gli uccelli), sembra scritta per lei, e ne abbiamo avuta conferma quando l’abbiamo incontrata in un elegante albergo londinese per parlare del film in cui seduce il giovane e indifeso Sam Claflin, soggiogato dal suo fascino anche durante le interviste.
RACHEL WEISZ SU IMDB
Rachel Weisz mi accoglie in una rassicurante mise pantaloni scuri e maglietta a righe orizzontali rosse e nere, accompagnata da uno sguardo altero e indagatore, riservata quanto impavida nella conversazione, sfacciata nel volere condurre il gioco. E tutto questo non fa che renderla ancora più affascinante.
Miss Weisz, la sua Rachel cinematografica è una donna decisamente incompresa.
Assolutamente, è un personaggio che divide, senza mezzi termini. La si può vedere come una donna vittima delle circostanze, una vedova alla mercè di un giovane uomo ossessionato da lei. Oppure come una fredda e crudele manipolatrice.
In realtà è semplicemente una donna dell’800 moderna e ambigua, per questo molto interessante.
E le sue azioni possono essere interpretate diversamente a seconda del rapporto che un uomo ha nei confronti delle donne. Rachel si offre come una tela bianca, questo mistero fa innamorare di lei, ma la rende anche pericolosa.
D’altronde una volta una donna intelligente e interessante veniva facilmente identificata.
Esatto, la chiamavano strega, e la bruciavano viva. Il romanzo è stato scritto negli anni Cinquanta, e Daphne Du Maurier amava tratteggiare donne che oggi verrebbero viste come libere e indipendenti, ma che una volta passavano per opportuniste o vedove nere.
Una caratteristica che ritroviamo spesso nella sua carriera, interpretare donne affascinanti per carisma e intelligenza.
Grazie, mi sarebbe piaciuto interpretare anche tanti uomini con le stesse caratteristiche, ma sarei stata decisamente avida. Il mio lavoro mi permette di viaggiare nello spazio e nel tempo, vestendo panni e personalità diverse ogni giorno, da una filosofa egiziana del 400 dopo Cristo a un avvocato attivista ebrea londinese nel 1990.
La domanda di rito è “come si sente a interpretare ruoli da donna forte”?
Una domanda che non sopporto, non ho mai capito cosa voglia dire. Non ho mai sentito fare una domanda del genere a un attore, si dà per scontato che un ruolo maschile sia forte. Perché a nessuno viene chiesto “come ti sei sentito in questo ruolo di uomo debole”?
Lo è il navigatore solitario interpretato da Colin Firth ne Il mistero di Donald C., in cui lei interpreta sua moglie.
Una donna eccezionale, che si sacrifica per un uomo che insegue il suo sogno, un viaggio da cui potrebbe non tornare. E lo fa perché lo ama, completamente. Eccezionale, io non ci riuscirei mai.
Per la prima volta Rachel Weisz veste anche i panni della produttrice in Disobedience, storia di due donne innamorate nella comunità ebrea ortodossa londinese.
Ne vado molto fiera, è una storia di fede, sessualità e libertà che mi ha toccata, essendo di famiglia ebraica. Ho acquistato i diritti del romanzo di Naomi Alderman alcuni anni fa. Ho lavorato con lo sceneggiatore, poi sono tornata attrice e finite le riprese ho seguito il montaggio. È stato come fare sport completamente diversi, usando muscoli che non sapevo di avere. E mi è piaciuto. Credo proprio lo farò ancora.


