Piovono Polpette conferma un trend cinematografico importante di questa stagione: i mad scientists stanno tornando di moda, e per fortuna, perché non c’è niente di meglio di un po’ di sana follia per animare un panorama cinematografico che ha sempre più di rado delle scosse.
La cosa interessante è che i folli inventori più interessanti dell’ultimo anno sono tutti a cartoni animati, dal dottor Scarafaggio di Mostri contro alieni (muaaaahahahaha…), allo straordinario uomo dei palloncini Carl, protagonista di Up!, fino al giovane Flint Lockwood, genio fin dalla più tenera età, sempre alla ricerca di quell’intuizione che gli regalerà l’immortalità e la sempiterna gratitudine della comunità della piccola isola su cui vive. Incredibile ma vero, ci riuscirà nel momento in cui farà cadere la manna dal cielo sotto forma di cheesburger.
Piovono Polpette è diretto dalla coppia Charles Miller e Phil Lord.
Ed è uno dei prodotti d’animazione meglio riusciti degli ultimi anni nella pattuglia che gareggia per la supremazia dei normali, ovvero quel gruppo di produzioni che non si chiamano Pixar Studios.
Divertente, pieno di ritmo, con dei personaggi molto ben caratterizzati e ben più di una strizzatina d’occhio ai classici dell’animazione (il padre di Flint altri non è che la versione umanizzata del Sam Cane Pastore dei Looney Tunes), questo terzo lungometraggio digitale di Sony Animation Studios, primo in 3d, è da promuovere a pieni voti.
Piovono Polpette ha una sceneggiatura molto ben costruita.
Adatta sia a grandi che piccini, e capace di spaziare attraverso i generi con grande facilità. Rimanendo sempre dalle parti della commedia, le disavventure del Dr. Lockwood si declinano nelle forme più diverse, fino al disaster movie, la fantascienza e l’horror puro, con un tripudio esplosivo nella sequenza finale, magnifica insalata, è il caso di dirlo, di Viaggio allucinante e Guerre Stellari.
Ma oltre alle indubbie doti cinematografiche, Piovono polpette ha una valenza sociale e politica davvero dirompente, ponendosi come uno dei film più istruttivi e allo stesso tempo sovversivi degli ultimi anni.
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Se da una parte il messaggio è quello di evitare sprechi alimentari di qualunque genere, ovviamente rivolto principalmente a un’audience più giovane, dall’altre è evidente la critica alla capitalismo e alla crescente opulenza delle culture occidentali, trainate ovviamente dall’American Way of Life che ha creato più mostri che altro.
Ben più efficace dell’esecrabile Super Size Me, questo prodotto apparentemente dedicato all’intrattenimenti dei piccini, è in realtà un efficace strumento a favore della lotta contro la fame nel mondo e contro l’egemonia delle multinazionali che ci convincono che abbiamo bisogno sempre di molto più del necessario.
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Pensateci ogni volta che imbandite una tavola pantagruelica nella pattumiera di casa.
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