The Man Nobody Knew: la recensione

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Come vi sentireste se vostro padre fosse il direttore della CIA? È quello che ha cercato di spiegare nel suo documentario The Man Nobody Knew Carl Colby, uno dei figli di quello che a oggi è stato il più longevo e influente direttore dell’Agenzia dalla sua fondazione.

Uomo tutto d’un pezzo, passato da Pearl Harbor alla campagna di Francia nelle file dell’OSS, il servizio segreto militare da cui nacque poi la CIA con l’inizio della guerra fredda, William Colby è un uomo che si è portato nella tomba segreti che avrebbero sconvolto l’umanità e cambiato il corso della Storia, dall’omicidio Kennedy alle ragioni della guerra del Vietnam, ma quello che il documentario cerca lasciar trasparire è come un agente segreto vive questa sua condizione nell’intimità della propria famiglia e come quest’ultima reagisca alla strana professione del marito e del padre. Ne viene fuori un quadro allo stesso tempo tenero e inquietante, in cui la considerazione più difficile da fare è ammettere che quell’uomo, e come lui molti altri, che ha probabilmente ordinato omicidi, colpi di stato, bombardamenti e quant’altro, era una persona proprio come tutti noi. Come si diceva in Codice d’onore, qualcuno messo a guardia di un muro per far stare tranquilli tutti gli altri che non possono reggere la verità.

Importante: nel documentario si racconta apertamente che la Democrazia Cristiana fu favorita dall’intervento degli Stati Uniti nella vittoria delle prime elezioni dopo la guerra, per arginare il nostro forte Partito Comunista. Bersani, se leggi quest’articolo, dì qualcosa di sinistra, per favore.

Alessandro De Simone

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Alessandro De Simone

Critico, ufficio stampa, festival programmer, esperto di cinema sportivo. Tifoso del Napoli, dove è nata nel corso del XX secolo. Londra è la sua città, dove vive per la maggior parte del tempo. Ha fondato The Cinema Show nel 2010, come primo mensile esclusivamente per iPad in Italia.

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