Carol

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C’è chi fatica a ricordare e forse anche a credere che Todd Haynes sia lo stesso regista di Poison e dello straordinario Safe, storia di una casalinga borghese affetta da un male di vivere che la porta a recludersi e a rifiutare il mondo che la circonda. Invece, proprio pensando a questo film si riesce a capire gran parte dell’opera cinematografica di un autore che da molta critica superficiale viene considerato semplicemente un paladino del cinema gay e che è invece uno dei cineasti più politici del cinema contemporaneo.

Carol White è la protagonista di Safe.

Casalinga ricca, annoiata, soffocata da un marito dedito a contribuire al sogno americano. Carol sta male, ha bisogno di scappare, l’unica via di fuga è l’isolamento.

Carol Aird è la protagonista di Carol.

Casalinga ricca, annoiata, irrequieta, incapace di sottostare alle ipocrite regole imposte dalla sua condizione di moglie di un ricco rampollo dell’aristocrazia finanziaria newyorkese. Carol deve scappare e l’unica via di fuga è l’amore.

In queste due sintesi c’è l’essenza del cinema di Todd Haynes, elementi che si ritrovano nel dittico musicale di Velvet Goldmine e I’m not There, in cui i suoi Bowie e Dylan cercano di combattere per un mondo migliore e si trovano invece prigionieri dei loro stessi personaggi, corrotti dalla società che cercano di cambiare. Le donne di Haynes sono più coraggiose, prendono in mano il loro destino. Lo fa Cathy Whitaker in Far from Heaven, lo fa Mrs. Aird. Entrambe scelgono l’amore e rifiutano le convenzioni. Sono delle rivoluzionarie vere, al contrario di Mildred Pierce, anch’essa rockstar maledetta.

In ogni caso è il sentimento il motore delle loro azioni, mai la ragione, eroine così vicine e così lontane alla lezione di Miss Bennet, tanto che sarebbe bello vedere come Mr. Haynes tratterebbe l’orgoglio e il pregiudizio in crinoline.

Carol è un film magnifico

Forse non il migliore di questo splendido artista, certamente quello cinematograficamente più compiuto, passando dal verismo di Vivian Maier al decoupage e all’impianto scenico di Cukor. Cate Blanchett è una protagonista sontuosa, Rooney Mara una giovane apprendista che cerca di rubare quel che può, indirizzata da due persone che sanno quel che fanno.

Haynes è uno dei pochi che ricorda quanto sia importante saper mostrare una coppia che parla a un tavolo, come facevano i Maestri della Hollywood dei tempi d’oro. Un’epoca in cui si faceva grande cinema politico. Mascherato da un tè per due.

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About Author

Alessandro De Simone

Critico, ufficio stampa, festival programmer, esperto di cinema sportivo. Tifoso del Napoli, dove è nata nel corso del XX secolo. Londra è la sua città, dove vive per la maggior parte del tempo. Ha fondato The Cinema Show nel 2010, come primo mensile esclusivamente per iPad in Italia.

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