Odio l’estate, and I feel good

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Odio l’estate, cantava mestamente Bruno Martino negli anni Sessanta. Oggi invece lo dicono, ridendo, Aldo Giovanni e Giacomo, tornati insieme sul grande schermo a quattro anni dall’alquanto infausto Fuga da Reuma Park. Questa volta la location è ben più gradevole, il mare della Puglia, e il ritorno di Massimo Venier alla regia e alla scrittura è una notevole garanzia.

C’è una storia, prima di tutto, compiuta, strutturata, e una solida idea di cinema, come fu nei fortunati esordi cinematografici del trio. Aldo, Giovanni e Giacomo vanno questa volta in vacanza con le rispettive famiglie e gli annessi problemi. Non ultimo, quello di capitare, per un errore dell’agenzia immobiliare, tutti nella stessa casa. La convivenza forzata di tre nuclei apparentemente agli antipodi, si rivelerà una magnifica occasione per cambiare, in meglio, le vite di tutti.

Odio l’estate nel cinema americano viene definito un “feel good movie”.

Commedia divertente, senza drammi che turbano immotivatamente una vacanza che sembrava nata male e che si rivela la migliore della vita. Le gag funzionano, non mancano delle divertenti autocitazioni, ritmo perfetto e, soprattutto, c’è un contraltare ai tre.

Maria di Biase, Carlotta Natoli e Lucia Mascino, loro mogli sullo schermo, sono assolutamente straordinarie nel bilanciare e puntellare la banda di vecchi e ritrovati amici, che sapientemente, e con grande stile, non si prende tutta la scena, anzi. D’altronde, l’elemento femminile è sempre stato fondamentale nel cinema di AGG, da Tre uomini e una gamba in poi. In questo caso è quasi preponderante, giova alla narrazione che si fa più varia, e alleggerisce I comici dal dover essere divertenti a tutti costi per l’intero arco del film.

Odio l’estate è una sorpresa piacevolissima

Perché ci restituisce degli interpreti di un cinema popolare genuino, intelligente e molto meno banale delle apparenze. Gioca sui sentimenti, quelli semplici e importanti, famiglia, amore, amicizia, e lo fa senza trucchi e senza inganni, funziona dall’inizio fino al bellissimo finale. Soprattutto ci ricorda che fare del buon intrattenimento, senza ingombranti impalcature socio-intellettuali, non è reato.

Bentornati Aldo, Giovanni e Giacomo

Siete mancati al cinema italiano, al suo box office sicuramente, ma anche al pubblico e a chi vuole ricordare che la trilogia degli esordi aveva dei momenti altissimi. Come li avevano i film della scena comica milanese degli anni Settanta. Ad AGG manca il surrealismo dei Pozzetto, degli Svampa e del Beppe Viola, ma bilanciano con un’umanità di cui si sente oggi un gran bisogno.

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About Author

Alessandro De Simone

Critico, ufficio stampa, festival programmer, esperto di cinema sportivo. Tifoso del Napoli, dove è nata nel corso del XX secolo. Londra è la sua città, dove vive per la maggior parte del tempo. Ha fondato The Cinema Show nel 2010, come primo mensile esclusivamente per iPad in Italia.

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