Kill Tarantino: Quentin, istruzioni per l’uso

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Era inevitabile che l’uscita dei due volumi cinematografici di “Kill Bill”, sei anni dopo l’ultima regia, quella dello sfolgorante “Jackie Brown”, dovesse essere accompagnata dall’uscita di un libro. La più veloce è stata Simona Brancati, trentacinquenne genovese, giornalista e sceneggiatrice, il cui amore sviscerato per Quentin, a dispetto del titolo comunque molto pulp, trasuda dalle pagine di Kill Tarantino, un saggio che sembra un romanzo.

“Kill Tarantino” si basa su un lavoro di ricerca attento

Ma che non vuole essere prominente nei confronti delle puntuali riflessioni dell’autrice, più interessata a raccontare la storia di un personaggio che ha deciso molto presto nella sua vita di diventare un regista, anzi, di diventare uno dei più grandi registi di tutti i tempi.

Attraverso l’analisi dei suoi film, delle sceneggiature, dei ruoli interpretati dallo stesso Quentin e, soprattutto, vivisezionando il suo cinema pezzo per pezzo, Simona Brancati riesce a tracciare non solo un quadro artistico del cineasta di Los Angeles, ma anche un interessante profilo psicologico.

Naturalmente non manca neanche il film della vita di Tarantino, il che ci permette oltretutto di scoprire molti riferimenti autobiografici all’interno delle sue pellicole. Una storia la sua che va dall’ormai leggendario videonoleggio dove tutto ebbe inizio all’avventuroso primo festival di Cannes con “Le iene”, dove sarebbe tornato solo pochi anni dopo a ritirare una Palma d’oro e dopo una diecina per presiedere la giuria.

Molte anche le testimonianze di personaggi che in un modo o nell’altro hanno avuto a che fare con Tarantino, tra cui la più incredibile è senz’altro quella di Umberto Smaila, costretto a cantargli al telefono la colonna sonora di “La belva col mitra”, pezzo musicale da lui scritto che ritroviamo poi nella soundtrack di “Jackie Brown”.

Infine, non potevano mancare le dichiarazioni rilasciate da Uma Thurman e Daryl Hannah in occasione della presentazione romana di “Kill Bill Volume 1”, mentre la vera chicca sono le domande che l’autrice ha preparato per Quentin Tarantino per un’intervista via internet, domande a cui il regista, al momento di andare in stampa, non aveva ancora risposto.

Peccato, perché l’intervista completa avrebbe dato a questo saggio agile e sinceramente appassionato un indiscutibile valore aggiunto

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About Author

Alessandro De Simone

Critico, ufficio stampa, festival programmer, esperto di cinema sportivo. Tifoso del Napoli, dove è nata nel corso del XX secolo. Londra è la sua città, dove vive per la maggior parte del tempo. Ha fondato The Cinema Show nel 2010, come primo mensile esclusivamente per iPad in Italia.

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