Paddy Chayefsky

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Mad as Hell” è anche il titolo della biografia che Shaun Considine ha dedicato a Paddy Chayefsky, l’unico sceneggiatore nella storia del cinema a vincere tre Oscar. Figura enigmatica e affascinante, personalità fortissima al limite del dispotismo e del comportamento ossessivo, Chayefsky nei primi anni ’50 ha rivoluzionato la TV americana con il verismo delle sue commedie, realizzate principalmente per la Philco Television Playhouse.

Passato al cinema, ha portato il suo stile in un capolavoro come Marty – vita di un timido (Marty, 1955), unico film americano fino a oggi ad aggiudicarsi sia l’Academy Award che la Palma d’Oro a Cannes. Da quest’anno condivide il record assoluto con Parasite.

Incapace di contenere il suo estro creativo in produzioni inserite dentro la logica industriale e lo show business, Paddy Chayefsky si è poi lanciato in opere discontinue ma affascinanti.

Dopo una fortissima crisi personale e professionale, l’autore è tornato negli anni ’70 con un nuovo stile di scrittura, che fondeva con grandioso equilibro la matrice realistica alla base del suo lavoro con toni che sconfinavano nella commedia nera quando non addirittura nel grottesco.

Esempi di questa ritrovata vena creativa sono Anche i dottori ce l’hanno (The Hospital, 1971) di Arthur Hiller e Quinto potere (Network, 1976) di Sidney Lumet. L’ultima firma di Paddy Chayefsky è Stati di allucinazione (Altered States, 1980), horror visionario diretto da Ken Russell che lo scrittore aveva tratto dal suo romanzo omonimo

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About Author

Adriano Ercolani

Critico cinematografico, vive a New York dal 2011. Scrive, tra gli altri, per Coming Soon, Screenweek, Best Movie. Viaggia da una costa all'altra del continente americano per raccontare il cinema a modo suo.

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