Il complotto contro il Piccolo America

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In questa narrazione sono entrati molti politici, dalla parte dei “nemici” c’è l’attuale sindaco di Roma Virginia Raggi (M5S), un ex-sindaco di Roma ora presidente dell’ANICA, Francesco Rutelli (ex-radicale, ex-Verdi, ex-Margherita, ex-PD, ex-API), il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini (PD) e i fascisti che hanno portato violenza fisica ai Ragazzi del Cinema America in una aggressione del 2019.

Dalla parte degli amici chi c’è? Forse Conte, e sappiamo che Carocci è molto vicino a Nicola Zingaretti (PD). La Murgia ipotizza una futura candidatura di Carocci? Chissà. Più interessante sarebbe chiederle cosa intendeva per “simbolico”… perché una parte della filiera (ancora… ANICA, ANEC… ?) combatte contro l’America? Cosa sta facendo di tanto rivoluzionario Carocci e perché, a sentir lui, ha tutto il cinema italiano contro?

Ma se quella notte Carocci è andato a dormire incazzato, la mattina dopo avrebbe cambiato di umore.

Il 9 luglio arriva finalmente il sospirato dispaccio:

Cari tutti, oggi Davide ha vinto contro Golia.

L’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato ci ha appena notificato il decreto con cui ha ufficialmente riconosciuto che c’è stata «un’intesa di boicottaggio» nazionale da parte di ANICA e ANEC nei confronti delle arene gratuite su tutto il territorio italiano. L’antitrust ha quindi imposto misure cautelari con carattere di massima urgenza: «i comportamenti di tali soggetti, come riscontrati, impediscono a dette arene di approvvigionarsi di film da programmare nelle manifestazioni estive».

(…)

«ANICA, ANEC e ANEC Lazio, entro cinque giorni dalla notifica del provvedimento di adozione delle misure cautelari, devono inviare ciascuna per proprio conto una relazione dettagliata sull’attività svolta per ottemperare alla delibera odierna» ordina l’AGCM.

Ci teniamo a dare la nostra solidarietà a tutti i cinema, le case di distribuzione e produzione d’Italia in difficoltà causa COVID, agli autori, registi, attori e maestranze, che sono rimasti fermi in questi mesi. A loro tutti diciamo che rompere il muro della lobby del settore è possibile. Le associazioni di categoria non hanno mai tutelato e agevolato il lavoro delle piccole realtà indipendenti nei territori e a queste noi rivolgiamo il nostro appello: camminiamo uniti, una nuova industria culturale è possibile.

Speriamo ora che con questa misura cautelare molte realtà italiane, bloccate dal boicottaggio, potranno finalmente inaugurare la loro stagione estiva e ritornare a dare lavoro a centinaia di famiglie, dando anche il loro contributo alla ripartenza economica del settore culturale. Quello di oggi è un nuovo inizio per riappropriarci del diritto di tutti di lavorare in un mercato libero e di poter garantire l’accesso alla cultura anche gratuitamente.

E difatti, sei giorni dopo, il 15 luglio, il lieto fine:

Abbiamo le lacrime agli occhi per l’emozione di poter finalmente presentare a tutti voi il programma completo dell’edizione 2020 de Il Cinema in Piazza: 104 proiezioni a ingresso gratuito, tutte autorizzate, sono da oggi in calendario sul nostro sito!

In 37 giorni di passione, sangue sudore e lacrime, da 20 film confermati (su 140 richieste, come scritto il 9 giugno) a più di cento, il Cinema America ce l’ha fatta nella sua missione di portare il cinema nelle piazze della ex-Hollywood sul Tevere.

Ricapitoliamo come se dovessimo vendere questa storia ad un produttore della Hollywood anni Ottanta, che non accettava più di venticinque parole a pitch:

Organizzatore indipendente di rassegne estive chiede giustizia per angherie subite da potentato industriale e riesce a coronare il suo sogno di mostrare il cinema gratis!

(25!)

Cosa è accaduto che ha fatto alzare gli scudi a tutti i distributori che non volevano concedere i film al Cinema America, che li ha fatti soccombere di fronte alla fionda di questo Davide di Trastevere? La sentenza vittoriosa dell’AGCM? Le accuse via social e dalla piazza? L’unione dell’associazionismo, dei talenti, della parte buona e attiva della societá civile, dopo i mesi passati nel torpore dell’isolamento?

Bene, e se vi dicessi che non é accaduto assolutamente NIENTE? Mi seguireste lo stesso, anche se non sono né l’Orson Welles di F for Fake né il Chris Nolan di Inception?

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About Author

Massimo Benvegnù

Nato a Piove di Sacco, ha collaborato con la Mostra del Cinema di Venezia, il Biografilm Festival di Bologna, ha scritto per Il Riformista, prima di andare ad Amsterdam, dove vive da molti anni e lavora per l'EYE Filmmuseum.

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