Love is all you need: mamma sua

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Susanne Bier è una cineasta solida e dal rendimento costante, con picchi capaci di portarla all’Oscar per il miglior film straniero, come successo per In un mondo migliore. Brava a trattare con i generi, ha un gusto per la commedia inusuale per la cinematografia scandinava, come dimostra proprio con Love is All You Need, slapstick familiare che racconta le vicissitudini di un matrimonio in terra campana, tra tradimenti, rivelazioni e intrecci a sorpresa.

Anche se molto convenzionale nella struttura e mutuato da film più o meno recenti, tra Mamma mia! e il magnifico e sottovalutato Wilder di Cosa è successo tra mio padre e tua madre, questo gradevole divertissement scorre via con piacere, contrappuntato da battute divertenti, un ottimo ritmo e interpreti all’altezza, a partire dalla brava e bellissima Tryne Dyrholm fino a un ottimo Pierce Brosnan, che riveste i completi di lino che tanto avevamo apprezzato proprio nella riduzione cinematografica del musical degli Abba di cui sopra, tratteggiando un duro imprenditore alla ricerca dell’amore perduto.

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Niente di particolare, ma si esce dalla sala con un bel sorriso e una vaga sensazione di benessere che non dispiace. E persino l’Italia sembra una cartolina più gradevole di come la continuano a ritrarre gli anglosassoni.

Nota di merito a Ciro Petrone, giovane camorrista per Matteo Garrone in Gomorra e qui solare ragazzotto campano che con poche pose dimostra di essere un attore vero. Complimenti.

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Alessandro De Simone

Critico, ufficio stampa, festival programmer, esperto di cinema sportivo. Tifoso del Napoli, dove è nata nel corso del XX secolo. Londra è la sua città, dove vive per la maggior parte del tempo. Ha fondato The Cinema Show nel 2010, come primo mensile esclusivamente per iPad in Italia.

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