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Clint Eastwood Jr. nasce il 31 maggio 1930 a San Francisco. La sua carriera inizia nel 1955 con piccole apparizioni televisive. L’esordio al cinema è del 1955 in Francis in the Navy e la prima scrittura di rilievo in Vita di una commessa viaggiatrice. Dopo poco Clint è quasi sull’orlo di mollare, ma in visita ad un amico alla CBS, viene notato da un produttore che vede in lui il Rowdy Yates di Rawhide, serie western che durerà sette anni.
Il successo supera l’Atlantico e Sergio Leone lo vuole in Per un pugno di dollari, western spaghetti che apre la trilogia dei dollari completata da Per qualche dollaro in più e Il buono, il brutto e il cattivo, film che rendono la maschera di Eastwood indelebile nell’immaginario collettivo. L’attore è ormai una star e dopo una particina nell’episodio La Terra vista dalla Luna del film collettivo Le streghe, torna negli Usa dove, senza smettere il cinturone, da Impiccalo più in alto a Gli avvoltoi hanno fame, infila una serie di successi e collabora con registi che lo formano, come Don Siegel, che sarà fondamentale per il Clint autore quanto Leone.
L’uomo dalla cravatta di cuoio e ancor di più La notte brava del soldato Jonathan sono due tappe importantissime. Nel 1971 arriva Ispettore Callahan, il caso Scorpio è tuo, dove nasce il personaggio di Dirty Harry, icona che si affianca a quella del pistolero col poncho e il cigarillo, e che vivrà per altri quattro film.
Arriva anche la regia con il thriller psicanalitico Brivido nella notte. Il talento di Eastwood è evidente, soprattutto allontanandosi dai suoi temi e personaggi abituali, a cui tornerà invece l’anno dopo con il western Lo straniero senza nome, primo dei molti omaggi ai suoi due maestri di cinema e di vita. Negli anni ’70 Eastwood porta avanti i suoi personaggi, preferibilmente dirigendosi, e lavora con pochi registi di accertato talento, vedi il Michael Cimino, esordiente di Una calibro 20 per lo specialista. Si nota la vena anarchica del suo cinema già da L’uomo nel mirino, primo dei quattro film che girerà al fianco della compagna Sondra Locke. Il punto di svolta è Bronco Billy, western crepuscolare e quasi altmaniano che fa capire quanto ancora tanto abbia da dire l’Eastwood autore.
Nel 1982 gira Firefox- Volpe di fuoco, film con cui esordisce la sua casa di produzione, la Malpaso e il successo gli permette di girare Honkytonk Man, storia intimista sul rapporto padre – figlio, in cui recita Kyle, uno dei suoi sei figli. Il film è un fiasco e la critica lo vede come il tentativo di rifarsi una verginità da parte di un attore d’azione che inizia a sentire il peso dell’età. Eastwood risente del colpo (e anche della fine del suo rapporto con la Locke) e passa gli anni ’80 nel cinema commerciale, covando il desiderio di far ricredere i suoi detrattori. Ciò accade nel 1988 con Bird, biografia di Charlie Parker solo diretta che svela la sua passione per il jazz. Il film vince due premi a Cannes e la reazione positiva della critica è unanime. Due anni dopo torna a Cannes con Cacciatore bianco, cuore nero, in cui veste i panni di John Huston durante la lavorazione de La regina d’Africa.
Fino al 1992 pensa più all’amministrazione di Carmel, la cittadina della California di cui fu eletto sindaco nel 1986, e alla sua relazione con Jacelyn Reeves. Quindi, Gli spietati. Western elegiaco che segna morte e rinascita del genere, vince 4 Oscar, tra cui miglior film e regia, e proietta Eastwood nell’Olimpo. Inizia la fase caratterizzata dall’immanenza della morte, presenza che imprime un’ulteriore sfaccettatura autoriale. Clint dimostra di vivere benissimo la sua età, esempio lampante è I ponti di Madison County. Nel 2000 arriva il Leone d’Oro alla carriera, la retrospettiva che la Mostra di Venezia gli dedica e l’apertura del festival con Space Cowboys. Negli anni 2000 si dedica praticamente solo alla regia, girando oltre 20 film e vincendo un altro Oscar per la regia nel 2004 con Million Dollar Baby. A 94 anni ha ultimato le riprese di Juror #2, quarantunesima regia cinematografica.
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