Bloodline: all in the family

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Bloodline, ovvero linea di sangue, anche se la traduzione più corretta sarebbe discendenza di sangue. E non poteva esserci titolo diverso per questo serial killer movie che vede tornare alla ribalta Seann William Scott, il leggendario Stiffmeister di American Pie.

Vent’anni dopo Stiffler torna a scuola, ma in vesti decisamente diverse. Evan è un consulente scolastico per ragazzi con problemi di violenza familiare, gli stessi da lui patiti da bambino. Una guida e un faro per i suoi assistiti, a casa amorevole marito e neopadre, nel tempo libero giustiziere di padri che maltrattano i figli. Ma con un figlio piccolo a cui badare, anche il miglior killer può commettere degli errori.

Bloodline è in concorso al 52mo festival del cinema fantastico di Sitges

Ed è una variazione sul tema Dexter, in cui l’assassino seriale ha una sua personalissima morale che lo porta a ripulire il mondo da quella che lui considera feccia. Henry Jacobson, qui al suo esordio, mutua moltissimo dalla serie con protagonista Michael C. Hall, anche nel modus operandi del suo protagonista. Ma è anche abile a innestare un paio di colpi di scena, uno un po’ telefonato, l’altro decisamente più intrigante, che elevano il racconto da uno slasher come se ne vedono tanti a una riflessione non troppo banale sull’istituzione stessa della famiglia.

Niente di trascendentale, d’altronde che i panni debbano essere lavati in casa è ipocrita tradizione universale. Ma il compito è svolto con disinvoltura e in bella forma, visto anche l’esperienza di Jacobson come direttore della fotografia, con una predilezione evidente per l’estetica seriale contemporanea e alcuni modaioli registi di culto. Un buon prodotto, sfornato dall’attivissima Blumhouse, moderno tempio del genere.

Seann William Scott funziona bene nei panni del killer sociopatico che cerca di crearsi la famiglia perfetta che non ha avuto. Ancora meglio fa Dale Dickey, caratterista di quelle che solo il cinema americano sa sfornare, nei panni di sua madre. E attenzione a Mariela Garriga, davvero brava nei panni della bella mogliettina con trauma post parto e tanto carattere. La vedremo presto ne Gli uomini d’oro di Vincenzo Alfieri. Da tenere assolutamente sotto osservazione, se ne sentirà parlare molto e bene.

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Alessandro De Simone

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