Cannes 2020 selezione ufficiale da ricordare. Per non dimenticare

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Cannes 2020, la farsa dovrebbe essere finita con la triste conferenza stampa parigina del 3 giugno, durante la quale il delegato generale Thierry Fremaux, in compagnia del presidente Pierre Lescure, ha snocciolato i cinquantasei film della selezione ufficiale fantasma. Per la cronaca, Lescure è stato appena confermato nella sua carica. Complimenti, anche se non sappiamo a chi.

Dopo un inizio tarantiniano, come lo avrebbe commentato Wolf parlando di complimenti (film che vinse la Palma d’oro oltretutto), Fremaux ha iniziato la lista dei film selezionati. Partendo dai “fedelissimi” di Cannes e dal più volte annunciato The French Dispatch di Wes Anderson. A lui sono seguiti in ordine sparso Francois Ozon, Naomi Kawase, Steve McQueen con due film. addirittura  Yeon Sang-ho con Peninsula, ovvero Train to Busan 2.

Non c’è divisione tra concorso, fuori concorso e Un Certain Regard, magnanimamente Cannes quest’anno ha voluto dare a tutti la stessa dignità. Tranne ai film italiani, dato che nessuna nostra produzione è stata selezionata, nemmeno il più volte citato nelle scorse settimane Nanni Moretti. Che magari, alla fine, avrà optato per far vedere il suo film a un festival dove i film vengono proiettati.

Tante opere prime a Cannes 2020, tanto cinema francese, dato che “non sappiamo se ci saranno gli Oscar, ma ci saranno certamente i Cesar, e vogliamo supportare il cinema francese nei festival di tutto il mondo”. Affermazione che definire agghiacciante è dir poco.

Cinque commedie, “ci siamo presi un grande rischio”, perché si sa, come diceva Billy Wilder “la commedia manco li cani”. Tre documentari, tra cui uno americano che rappresenta in qualche modo l’Italia al festival, su una famiglia di cercatori di tartufi. E quattro film d’animazione, tra cui l’atteso, e anche questo molto annunciato da Fremaux in precedenza, Soul di Pete Doctor, una delle poche cartucce non a salve di questi ultimi mesi.

La lista completa è sotto. Il succo è il seguente

Una selezione fantasma che Cannes non avrebbe mai presentato per un festival reale. Sulla carta, un festival che senza problemi potrebbe essere considerato il peggiore di sempre. Poi ovviamente tutto può essere, ma bastano alcuni dei titoli francesi e alcuni autori “ritrovati” per capire che difficilmente si è lontani dalla realtà.

In parole povere, come avrebbe detto Lucio Dalla, con quella faccia da Mambo stai facendo una brutta figura. E l’hanno fatta, Fremaux, Cannes, la Francia intera quando il suo rappresentante ha ironizzato sull’assenza dei film italiani. Soprattutto, hanno trattato l’industria cinematografica e festivaliera come fosse una loro proprietà esclusiva.

Il festival di Cannes quest’anno durerà fino a dopo gli Oscar” ha detto Lescure, dando oltretutto l’impressione nettissima che non sapesse nemmeno di cosa stesse parlando. “Supporteremo questi film tutto l’anno, grazie ai festival e all’uscita in sala” ha aggiunto Fremaux. Che vuol dire: i festival che selezioneranno i filmcon il bollino di Cannes li promuoveranno, così come le distribuzioni che spenderanno anche soldi per farlo. Noi continueremo a dire che è tutto merito nostro, mandando un comunicato stampa ogni tanto.

Patetici, davvero. Come un bullo ripetente in terza media. Una brutta pagina per Cannes, a cui servirà molto tempo per recuperare un minimo di credibilità. Difficile, fin quando ci saranno Fremaux e Lescure incollati alle poltrone.

Una brutta pagina anche per il cinema, per quei pluripremiati cineasti che a Cannes devono praticamente la loro carriera. Ma soprattutto per i giovani cineasti, un po’ blanditi e un po’ ricattati, e per i tanti autori francesi che non potevano avere occasione migliore per poter dire “il mio ultimo film era a Cannes 2020”. Bravi, complimenti a tutti.

Cannes 2020: la selezione ufficiale

  • Mangrove, Steve McQueen
  • Lovers Rock, Steve McQueen
  • The French Dispatch, Wes Anderson
  • True Mothers, Naomi Kawase
  • Drunk, Thomas Vinterberg
  • Last Words, Jonathan Nossiter
  • DNA, Maïwenn
  • Peninsula, Yeon Sang-ho
  • El Olvido Que Seremos, Fernando Trueba
  • Des Hommes, Lucas Belvaux
  • The Real Thing, Koji Fukada
  • Passion Simple, Danielle Arbid
  • Good Man, Marie-Castille Mention Schaar
  • Les Choses Qu’on Dit, Les Choses Qu’on Fait, Emmanuel Mouret
  • John And The Hole, Pascual Sisto
  • Limbo, Ben Sharrock
  • Here We Are, Nir Bergman
  • Rouge, Farid Bentoumi
  • Sweat, Magnus von Horn
  • Teddy, Ludovic and Zoran Boukherma
  • February, Kamen Kalev
  • Ammonite, Francis Lee
  • Médecin De Nuit, Elie Wajeman
  • Enfant Terrible, Oskar Roehler
  • Nadia, Butterfly, Pascal Plante
  • Eight And A Half, Ann Hui, Sammo Kam-Bo Hung, Ringo Lam, Patrick Tam, Johnnie To, Hark Tsui, John Woo, Woo-Ping Yuen
  • Falling, Viggo Mortensen
  • Pleasure, Ninja Thyberg
  • Slalom, Charlène Favier
  • Casa De Antiguidades, João Paulo Miranda Maria
  • Broken Keys, Jimmy Keyrouz
  • Ibrahim, Samuel Guesmi
  • Untitled, Daniel Rosenberg
  • Gagarine, Fanny Liatard, Jérémy Trouilh
  • 16 Printemps, Suzanne Lindon
  • Vaurien, Peter Dourountzis
  • Garçon Chiffon, Nicolas Maury
  • Si Le Vent Tombe, Nora Martirosyan
  • On The Way To The Billion, Dieudo Hamadi
  • The Truffle Hunters, Gregory Kershaw, Michael Dweck
  • 9 Jours À Raqqa, Xavier De Lauzanne
  • Cévennes, Caroline Vignal
  • French Tech, Bruno Podalydès
  • Un Triomphe, Emmanuel Courcol
  • Le Discours, Laurent Tirard
  • L’origine Du Monde, Laurent Lafitte
  • Aya And The Witch, Goro Miyazaki
  • Flee, Jonas Poher Rasmussen
  •  Soul, Pete Docter, Kemp Powers

 

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About Author

Alessandro De Simone

Critico, ufficio stampa, festival programmer, esperto di cinema sportivo. Tifoso del Napoli, dove è nata nel corso del XX secolo. Londra è la sua città, dove vive per la maggior parte del tempo. Ha fondato The Cinema Show nel 2010, come primo mensile esclusivamente per iPad in Italia.

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