Magari su RaiPlay guida il ritorno del cinema italiano

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Dal 21 maggio, otto film italiani per otto settimane su RaiPlay. Quattro inediti assoluti e quattro film che avrebbero meritato una visibilità ancora maggiore di quella che hanno avuto in sala. Tutti e otto disponibili in forma assolutamente gratuita sulla piattaforma streaming della RAI a titolo definitivo.

Lo avevamo scritto tempo fa, non sottovalutate RaiPlay, e proprio poco prima dell’inizio della crisi Covid e del lockdown, proprio la piattaforma del servizio pubblico aveva anticipato il trend successivo. Era stato il magnifico Il sindaco del Rione Sanità, rilettura moderna di Mario Martone dell’opera di Eduardo De Filippo. Era il 28 febbraio, un’operazione che rientrava nella tradizione migliore della RAI, che del drammaturgo napoletano produsse negli anni Settanta le meravigliose versioni televisive delle sue opere, come ha ricordato con giusto orgoglio il direttore di RaiPlay Elena Capparelli.

C’è un’eredità da raccogliere, quindi, non solo da parte della RAI, ma di tutti i player streaming in uno scenario futuro che sarà complesso e di non facile quadratura. RaiPlay, con quest’operazione, si fa promotrice di una campagna importante, anche per i titoli che sono stati scelti, che abbracciano la quasi totalità dei possibili target raggiungibili.

Si parte, il 21 maggio, con Magari, opera prima di Ginevra Elkann, che ha presentato il suo film, molto autobiografico, con i protagonisti Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher e la sceneggiatrice Chiara Barzini. Film molto amato dai festival, presentato in apertura della Piazza Grande a Locarno 2019, e poi anche al Torino Film Festival, Magari ha subito continui spostamenti, l’ultima data conosciuta era il 28 marzo, distribuito da BIM, ma la chiusura delle sale ha cambiato i piani in corsa.

“Stranamente questo film racconta un lockdown, è la storia di una famiglia costretta a stare. E ne riesce con uno spirito diverso, e questo è lo stato psicologico in cui mi sento anche io”.

Parole di Lorenzo Mieli, produttore di Magari, “ultimo film con Wildside, e mi fa piacere che sia stato proprio il film di Ginevra, che è un film unico nel suo tono nel panorama cinematografico italiano in questo momento”. Mieli dal 1° gennaio dirige The Apartment, costola di Wildside che viene invece capitanata da Mario Gianani. Una struttura di gruppo nuova che in questo periodo “ha pensato a scrivere storie da produrre quando si potrà tornare sul set”.

Magari è uno dei quattro inediti dell’operazione RaiPlay. Seguiranno, il 28 maggio Bar Giuseppe di Giulio Base, La rivincita di Leo Muscato il 4 giugno e infine, l’11 giugno, Abbi fede, l’opera seconda, la prima in solitaria, di Giorgio Pasotti dietro la macchina da presa.

Molto interessanti sono anche i quattro titoli successivi, a partire dal 18 giugno con Lontano Lontano. Il film di Gianni Di Gregorio, un vero e proprio trionfo al Torino Film Festival 2019, proprio a seguito del grande successo conseguito sotto la Mole fu spostato da inizio dicembre a fine febbraio. Scelta sulla carta vincente, che purtroppo non aveva fatto i conti con l’imperscrutabile. Opera magnifica, con un trio di protagonisti straordinario, Giorgio Colangeli, Gianni Di Gregorio e un commovente Ennio Fantastichini nella sua ultima interpretazione. Per quanto ci riguarda, vorremmo un David ex aequo a loro tre nel 2021.

Il 25 giugno è la volta di Ötzi e il mistero del tempo di Gabriele Pignotta, film family a tutto tondo, con nel cast anche Alessandra Mastronardi e Vinicio Marchioni.

Il 2 luglio, come abbiamo già scritto nella nostra annuale Paranza degli Esclusi, è la volta di Dafne, uno dei film italiani più belli degli ultimi anni e di cui riparleremo.

Si chiude il 9 luglio con Un giorno all’improvviso di Ciro D’Emilio, con una splendida Anna Foglietta.

Un catalogo di cinema italiano che accompagnerà soprattutto quella che sarà un’estate ancora piena di incognite, prima di tutto cinematografiche. Le sale hanno modo di riaprire il 15 giugno, ma già molti esercenti hanno riscontrato perplessità nei confronti del protocollo di sicurezza che non permette certezze economiche sufficienti, soprattutto per le sale che prediligono un prodotto art house. Inoltre, bisognerà monitorare l’andamento della Fase 2, sperando che tutto vada per il meglio. Lo stesso Paolo Del Brocco ha sottolineato che molte cose sono ancora da definire.

“Il protocollo è ancora in via di definizione, quindi vedremo presto quale sarà lo scenario dal 15 giugno. I migliori anni, Hammamet, 1917 e il film di Giorgio Diritti, Volevo nascondermi, che erano già usciti, saranno rimessi a disposizione delle sale. Se ci verranno richiesti da parte degli esercenti anche uno o più dei titoli che compongono il programma per RaiPlay, non penso ci saranno problemi a fornirli. Così come si sta profilando un programma per le arene molto ricco. Per quanto riguarda RaiPlay, il cinema è pensato per andare prima in sala, quindi quando tutto, speriamo presto, tornerà alla normalità, la priorità sarà quella. Ciò non toglie che in futuro non sono da escludere altre operazioni come quella, per certi versi epocale, de Il Sindaco del Rione Sanità, ovvero una prima finestra dopo la sala direttamente su RaiPlay”.

Vedremo. Magari andrà tutto bene. Sicuramente avremo il cinema a farci compagnia. In un modo o nell’altro.

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About Author

Alessandro De Simone

Critico, ufficio stampa, festival programmer, esperto di cinema sportivo. Tifoso del Napoli, dove è nata nel corso del XX secolo. Londra è la sua città, dove vive per la maggior parte del tempo. Ha fondato The Cinema Show nel 2010, come primo mensile esclusivamente per iPad in Italia.

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