Il complotto contro il Piccolo America

0

…il Cinema America stesso? L’UOVO DI COLOMBO!

A differenza del New York Times, sono riuscito a parlare con gli aventi diritto dei film di Wilder e Hitchcock, tanto agognati dai colleghi romani. Organizzo rassegne cinematografiche e retrospettive da una vita, sto parlando di professionisti che ho sentito quasi quotidianamente per anni, occupandomi anche io di diritti cinematografici. Alla mia domanda se c’è stato un embargo o una imposizione di qualsiasi tipo contro il Cinema America di Roma, mi è stato detto un categorico ‘NO’. Ma ci sono stati problemi con le autorizzazioni?

” mi dicono i colleghi “ma non per motivi di embargo”. E perché?

“Perché il Cinema America ha chiesto i film relativamente tardi e poi continuava a cambiare le date di proiezione”.

Ecco che tutte le teorie del complotto, di Davide e Golia, del ricatto e dei bastoni tra le ruote, si sciolgono come quel Calippo lasciato sotto l’ombrellone, caro lettore che sei arrivato fino a qui. Ecco che una istruttoria di AGCM contro ANICA e ANEC diventa solo uno specchietto per le allodole – giustamente ANEC ha dichiarato “come possiamo noi dimostrare di non aver fatto qualcosa che non abbiamo fatto?” È una vittoria effimera contro un non-nemico, buona solo per un racconto mitologico e molto caricato di “simbolismo” (Murgia docet).

Proviamo a usare il rasoio di Occam, e rasar via qualche pelo superfluo.

L’Italia e l’Europa stanno uscendo dal lockdown. Nessuno sa se si faranno attività all’esterno o di comunità. Gli uffici sono deserti e molte industrie – quella cinematografica sicuramente – sono in stand-by. Esercenti e programmatori pendono dalle parole di Conte per sapere se e come potranno riprendere a lavorare. Come ricordiamo, le sale cinematografiche possono riaprire ufficialmente in Italia solo il 15 giugno – decisamente troppo tardi, è già tempo di arene all’aperto.

Mi sembra chiaro che al Cinema America le carte sono ancora tutte in aria, e quando cadono sono piuttosto sparigliate. A maggio iniziano a scrivere a distributori e sales agent, e raggranellano qualche risposta a fatica. Come giustificare i potenziali “buchi” in programma dell’incombente stagione estiva? Ecco riaffiorare l’antica (quasi un anno) istanza contro ANEC e AGIS, quindi perché non reintegrarla ed enfatizzarla un po’?

I media aiuteranno a creare un’onda da cavalcare, e da quel surf sferrare dardi a fantomatici draghi di cartapesta riesumati ad hoc, fino alla certezza della vittoria finale, mentre nel frattempo con un mese di lavoro in più e la giustificazione di essere solo un Davide contro Golia, finalmente si riuscirà a tappezzare ogni data di un film, a raccapezzarsi con le norme anti-Covid, e a gridare vendetta da parte dei tanti dimenticati e boicottati di questa Terra.

Forse il film piú bello mai programmato dal Cinema America è questo plot scritto dal Cinema America stesso. Ecco Carocci eroe di se stesso nel film della sua vita.

Vi ricordate le sei domande retoriche che ho posto qualche pagina fa? Provo a rispondere io, anche se sarei veramente curioso di porle al Diretto Interessato. (metti che stia prendendo una cantonata colossale dovuta a quello Spritz al Campari che mi son bevuto):

– il 9 giugno 2020 il Cinema America dice che di 140 richieste ha avuto 120 “no” (…) É un boicottaggio o si tratta semplicemente di contrattazioni e ritardi logistici?

Di contrattazioni e ritardi logistici.

– La denuncia del Cinema America all’AGCM é del 5 agosto 2019. Cosa c’entra quindi con i 120 rifiuti del 9 giugno 2020?

Nulla.

– perché il Cinema America attacca ANICA e ANEC, e non i distributori veri e propri che negano i loro film?

Perché sono un non-nemico. E forse per andare “politicamente” contro Rutelli (ma forse)

– perché i distributori negano i loro film al Cinema America, visto che paga le sue proiezioni regolarmente agli aventi diritto?

Come abbiamo visto, non li negano. Nei limiti delle linee guida di ANICA, o anche no (sono solo linee guida, non imposizioni!). Però ragazzi, mandate le email e chiedete le autorizzazioni per tempo!

– perché Carocci é contrariato la sera dell’8 luglio, e poi canta vittoria il 9?

Credo perché Rutelli fosse molto arrabbiato del fatto che Carocci continuasse a fare il suo nome ovunque come grande “baubau” cattivocattivo che toglieva i film gratis ai bambini buoni ed era lui a far telefonate “contro”. Il 9 Carocci canta vittoria perché ha già il programma quasi pronto per il 2020, finalmente, o forse per gridare “stop” alle telefonate. 🙂

– é stata veramente la sentenza dell’AGCM a sbloccare l’”embargo”?

Ma quale embargo! Ma mi faccia il piacere!

Rashomon piccolo america

Vorrei concludere, se possibile, questa estenuante cavalcata lungo tre binari narrativi possibili della stessa vicenda, manco fossimo Rashomon (quello eroico ed enfatico del Cinema America, quello il più possibile fondato su fatti “reali”, e le mie ipotesi finali), per chi è arrivato fino a qui, con un monito.

Vi prego di non leggere questo mio sforzo come un giudizio contro o a favore dell’operato di ognuna delle parti da me chiamate in causa. Ho cercato solamente di tirare le fila di un discorso che ho sentito mio, da operatore nel settore del diritto cinematografico, da studioso di legislazione dei media, e da giornalista ed esperto di comunicazione.

Bob Dylan cantava giustamente di lasciar spazio ai giovani e lasciar libera la strada al loro entusiasmo, perché i tempi cambiano, sempre. Penso che molte siano le riforme attuabili, anzi direi necessarie, all’interno della filiera dell’audiovisivo in Italia. Ci sono narrazioni meritevoli dello sforzo di raccontarle, come le difficoltà del piccolo esercente indipendente o del distributore che prova a tenere una linea editoriale coerente alla sua missione senza perderci la camicia e il portafoglio.

Ci sono tanti Davide e tanti Golia  nella nostra nazione, più veri di chi piega le sue difficoltà molto terrene fino a forgiare una narrazione mitologica che si rafforza solo al soffio del mastice alleato. Inviterei sinceramente chi ha gonfiato il petto, chi ha fatto la lista dei nemici, principalmente fittizi, a ricalcolare la sua strategia di comunicazione. Di sponsor, giornalisti e scrittori a disposizione ne ha bizzeffe, ha un pubblico, ha un seguito, ha tutto il necessario per non lamentarsi. Se lo diventerà, sarà anche il mio sindaco, spero.

È invece ai veri Davide che dedico questo mio excursus.

Possano sempre aver sassi e una fionda con cui tirarli al Golia di turno. Se è tutta una gonfiatura, al primo colpo, si sgonfierà.

1 2 3 4 5
Share.

About Author

Massimo Benvegnù

Nato a Piove di Sacco, ha collaborato con la Mostra del Cinema di Venezia, il Biografilm Festival di Bologna, ha scritto per Il Riformista, prima di andare ad Amsterdam, dove vive da molti anni e lavora per l'EYE Filmmuseum.

Comments are closed.